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Irlanda, tra mito e realtà: la Giants Causeway - foto : Le Giants Causeway © Supermac
Le Giants Causeway © Supermac

Irlanda, tra mito e realtà: la Giants Causeway

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Parliamo di giganti. Esseri fantastici in lotta perenne per dimostrare la loro superiorità. Parliamo, in particolare, di Finn MacCool e Benandonner. Ma una cosa alla volta. La protagonista della storia, la creazione della furia dei due essere di fantasia è lei: la Giant Causeway, nell’Irlanda del nord, contea di Antrim, a mezz’ora, quaranta minuti di bus da Derry, la città del Sunday Bloody Sunday cantato dagli U2.

Si arriva alla Giant Causeway dopo quasi un chilometro di cammino dal parcheggio. Si supera un piccolo golfo, ed eccola: la perfezione di cui è capace la natura. Una parete intera, una specie di molo che si protende in mare, formato da mattoni esagonali perfetti, uguali, finemente levigati. Le foto non rendono: la visione d’insieme, sul posto, è di quelle che rimangono impresse nella memoria.

La perfezione ha sempre intimorito l’uomo. La potenza della natura è sempre stata razionalizzata e spiegata dagli antichi attraverso il racconto, attraverso i miti. Ed ecco che qui scendono in campo i nostri esseri ancestrali. La leggenda narra che il gigante l’irlandese Finn MacCool e quello scozzese Benandonner fossero in lotta per la supremazia, ma i due non si erano mai incontrati.

MacCool decise un giorno di andare in spedizione: così costruì una passerella di massi esagonali ed arrivò in Scozia. La sorpresa fu grande quando vide l’avversario. Benandonner era davvero enorme, molto più grande di lui: un avversario imbattibile.

Così l’irlandese corse a casa spaventato, raccontò tutto alla moglie. Nel frattempo Benandonner, che si era accorto dell’accaduto, meditò vendetta e arrivò in fretta e furia sulle coste irlandesi. Entrò in casa di MacCool già pronto a combattere ma si imbattè in una scena tenera: la moglie di Finn lo zittì, il loro piccolo dormiva.

La donna aveva avuto un’idea geniale. Aveva fatto travestire il marito da neonato per proteggerlo. Quando Benandonner vide le dimensioni spropositate del “piccolo” pensò subito a quanto poteva esser grande il padre e scappò impaurito distruggendo dietro di sé la passerella. La Giant Causeway sarebbe una delle estremità. L’altra si trova in Scozia, sull’isola di Staffa, in cui c’è una formazione rocciosa molto simile a questa.

La spiegazione scientifica è molto meno intrigante. Le rocce si formarono circa 60 milioni di anni fa quando una colata di lava incandescente andò a riempire le fessure delle formazioni calcaree già esistenti.

La solidificazione e contrazione della lava ha dato la base a questa vera architettura naturale. L’azione ripetuta del vento e il movimento del mare, nei secoli, hanno fatto il resto.

Anche se la scienza sembra guidarci in una spiegazione logica e plausibile, è bello pensare che questo spettacolo sia stato partorito dall’intuizione fulminea di una donna. Puro e semplice intuito femminile: quello che fa girare il mondo.

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LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

Una vita in libertà

"Joe Cahill. Una vita per la libertà" di Brendan Anderson - Bompiani, 2005



1 commento a “Irlanda, tra mito e realtà: la Giants Causeway”

  • caterina alle ore 2:39 pm scrive:

    Quando i luoghi “urlano” conviene tacere e ascoltarli soltanto.

    Grazie
    caterina

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