Un'immagine del Sunday Bloody Sunday, Irlanda del Nord
Lyam Wray nasconde il volto tra le mani: trattiene la rabbia e le lacrime.
“Dieci anni sono tanti per avere giustizia”, dice a fatica alla BBC. “So che per trovare la verità può servire anche più tempo”.
E aggiunge: “A questo, la mia famiglia ed io eravamo preparati. Ma l’ansia e lo stress crescono ogni giorno di più che si trascina il processo”.
Lyam è il fratello di Jim Wray, una delle vittime del Bloody Sunday. Quella maledetta domenica del 30 gennaio 1972, 14 persone morirono a Derry.
A falciarli fu il fuoco cieco dei parà britannici.
Dieci anni fa, oggi, per volere dell’ex primo ministro Tony Blair, venne aperta una nuova inchiesta. Doveva far luce sulle vere responsabilità. E trovare i colpevoli.
Blair, spinto dalle richieste dei famigliari dei caduti e dal nuovo clima dopo il cessate il fuoco del Venerdì Santo, ordinò la revisione dell’indagine.
Lord Saville fu incaricato di presiedere l’inchiesta, coadiuvato dai giudici del Commonwealth. Nel 2000 iniziarano a sfilare i primi testimoni.
Da allora ne sono stati ascoltati oltre 900. Tra cui: politici, il primo ministro britannico di quei tempi, Sir Edward Heath, cittadini, poliziotti, soldati e membri dell’Ira.
Il processo è costato 150 milioni di sterline.
Le conclusioni delle indagine dovevano essere pubblicate tre anni fa.
La verità, in Irlanda del Nord, è ancora negata.
"Qui Belfast. 20 anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane" di Silvia Calamati - Edizioni Associate, 2008

Nell’ottobre 1974, i “provos” dell’Irish Republican Army (IRA) mescolarono birra e profumi a sangue e gelignite: una bomba per l’Horse and Groome e un’altra nel pub Seven Star.

Ecco la storia di un uomo che per oltre venti anni ha lavorato in segreto, sidando la morte per cercare di unire ciò che l’odio aveva diviso.

La “maledetta domenica” che cambiò per sempre l’Irlanda del Nord “rivissuta” con rigore giornalistico da Silvia Calamati, la più grande esperta italiana del Northern Ireland.
Il Circolo Culturale “L’Agorà” organizza un convegno a Reggio Calabria
in data 21 marzo avente come tema “Sunday bloodySunday: I.R.A. – movimenti sociali, politici e culturali nell’Ulster”.
Alla giornata di studi interverranno il docente universitario prof. Richard Englishdella “Queen’s University”di Belfast dove insegna dottrine politiche e
l’avvocato GustavoPregoni corrispondente dall’Irlanda per varie
testate online e cartacee, che ha seguito passo dopo passo il processo
di pacificazione.
La manifestazione organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” sarà per sabato 21 marzo alle ore 17,00 pressola saletta convegni della Chiesa di San Giorgio al Corso in Reggio Calabria.