Un libro di poesia per sognare, 8100 per divorziare.
Il giudice Mahmud Baqal-Shiravan della Corte per la famiglia di Teheran ha guardato le carte, esaminato il contratto matrimoniale e alla fine ha detto sì.
Sì alle richieste di una donna abbandonata dal marito, sì al risarcimento scritto nero su bianco prima della loro unione.
Lo avevano firmato insieme quel documento, quando si erano sposati quattro anni fa: in caso di separazione, il marito dovrà alla moglie 8100 volumi. Come indennizzo.
I libri dovranno essere tutti rigorosamente di poesia. E’ quanto aveva preteso la consorte. E’ quanto il magistrato ha deciso sulla base del diritto islamico.
La donna, figlia di un musicista, è cresciuta in un ambiente intellettuale sin da piccola come ha riportato il quotidiano Iran.
Per questo motivo, a differenza di altre spose, non ha voluto inserire nella clausola matrimoniale richieste di denaro, ma opere di intelletto.
Nonostante il marito non si sia presentato all’udienza, l’impegno dovrà essere onorato sino in fondo.
Il costo previsto per lasciare la vecchia moglie e trovarsene un’altra è di circa 700 milioni di rial (quasi 50 mila euro).
La sentenza che per la nostra cultura occidentale fa un po’ sorridere è invece una cosa molto seria in Iran. E non è la sola.
Non più tardi di una settimana fa, un altro uomo era stato condannato a risarcire per abbandono la ex moglie con 124 mila rose rosse.
Anche in questo caso la buonuscita era stata concordata prima dell’unione.
Non avendo però rispettato l’impegno, il giudice ha disposto il sequestro di un piccolo appartamento di proprietà del marito.
Che gli sarà restituito solo e se il debito sarà pagato.




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