India. Il secondo gigante della globalizzazione asiatica o un tempio nascosto dove la religione è ancora spiritualità? India. Bomba atomica o la culla della moderna nonviolenza? India, terra di conquista per industriali stranieri che delocalizzano per risparmiare sulla manodopera? L’India è tutto questo. E molto, molto di più.
Stefano Beggiora, docente a un Master professionalizzante con sede a Bolzano, dopo aver svolto per diversi anni ricerche in India presso minoranze e gruppi sociali di base in missioni organizzate dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, dall’Università di Roma “Tor Vergata”, dal Ministero degli Affari Esteri e dalla Venetian Academy of Indian Studies, ha da poco pubblicato un nuovo libro: India e Nordest, il Mercato del Terzo Millennio.
Prof. Beggiora, la gente comune ha sempre un’immagine molto mistica dell’India. Qual’è il vero volto di questa nazione nel terzo millennio? A mio avviso, mentre in questi anni la Cina ha fatto grande promozione del proprio sviluppo economico, l’India, che pur oggi è una potenza di prima grandezza in Asia e nel mondo intero, continua a dare un’immagine folklorica e retro di sé. Sebbene siano moltissimi gli imprenditori italiani e i lavoratori che si recano nel Subcontinente per lavoro e affari, nel nostro paese l’India rimane erroneamente sempre e solo il paese della povertà, dei santi e dei maharaja sugli elefanti.
Qual è il ruolo della religione nel panorama indiano? L’india conserva l’anima antica di una spiritualità profonda. Purtroppo oggi sempre di più, la questione religiosa è il cavallo di Troia per la propaganda politica e per il controllo sociale. Nel caso dell’Orissa, lo scontro tra hindu e cristiani non è tanto ideologico quanto una zuffa sanguinosa fra intoccabili e gruppi tribali, con conseguenze di proporzioni preoccupanti. Questi due gruppi godono in diversa misura di reservation (aiuti) del governo.
Sta dicendo che la fede cede il passo all’interesse? La professione di un credo piuttosto che un altro implica spesso l’accettazione di un colore politico. In seconda battuta, tale scelta comporta spesso la perdita o l’acquisizione di diritti costituzionali o alternativamente la possibilità di fruire del supporto missionario. Ad altro livello ancora, tanto in India quanto nel resto del mondo, nascono fondamentalismi partitici che propagandano il recupero di una presunta ortodossia perduta. La propaganda del valore religioso sempre più frequentemente diviene un mero pretesto per un’azione politica e per l’omologazione sociale.
Quanto è rimasto dell’originale spirito gandhiano? L’India è un subcontinente dalla storia antichissima e di tradizioni millenarie, mentre Gandhi è un personalità contemporanea. Il Mahatma è stato un uomo di grande sagacia politica, di immenso carisma, che ha saputo trascinare le folle, accompagnando l’India verso l’Indipendenza. Ma non è stato sicuramente l’unico fra pensatori e i leader di statura del tempo che dedicarono la loro vita alla causa, oggi ancora venerati come patrioti della Madre India.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




