Sotto un caldo insostenibile (in questo momento si superano i quaranta gradi), nel mezzo della pianura gangetica, sorge Varanasi (conosciuta anche col nome di Benares o Kashi), capoluogo dell’omonimo distretto nello stato federato dell’Uttar Pradesh, situato a settentrione del subcontinente indiano, e confinante col Nepal.
Sul Gange scorre l’alba e il tramonto della vita di un induista. Ogni adepto di questa millenaria religione vi si deve recare almeno una volta. E’ poi nel sacro fiume che le ceneri, una volta cremati gli uomini, vengono disperse. E’ sempre qui che la mattina gli induisti svolgono le loro proprie abluzioni.
Ma anche questo universo di spiritualità, che comunque supera il milione di abitanti, non è esente da una delle più grosse piaghe che ancora colpisce l’India. La povertà. Soprattutto quella infantile. Per cercare di sanare questa ferita, Somit Kr. Dutta, insegnante di yoga, ayurveda (medicina tradizionale) e astrologia, ha aperto un centro.
L’obbiettivo dichiarato è quello di poter presto realizzare una grande Ong per i tanti bambini poveri di Varanasi e delle aree depresse contigue e così fornirgli basi culturali che possano loro consentire di avere una vita come tanti altri e non restare abbandonati ai margini della società senza una concreta speranza per il futuro.
“Da piccolo anche la mia famiglia era molto povera” racconta Somit, “E’ stata molto dura all’inizio. C’erano giorni in cui non mangiavamo nulla perché i miei genitori non riuscivano a lavorare. Mia madre non aveva avuto istruzione. Poi in una comunità ashram, ho appreso lo studio dello yoga, e ora pratico l’insegnamento”.
Il progetto di Somit, iniziato quattro anni fa, all’inizio riusciva ad aiutare solo due bambini. Ora i “pargoletti” sono diventati quarantacinque. Viene loro insegnato gratuitamente inglese, matematica, lingua Hindi, scienze, scienze sociali, storia, musica, disegno, giochi, yoga.
Il tempo dell’insegnamento va dalle otto del mattino alle 12.30, e nel pomeriggio per tre ore a partire dalle cinque. Nelle ore in cui non sono al centro, tutti i bambini devono lavorare poiché molto poveri, e si arrangiano a fare i mestieri più disparati (spesso anche sfruttati): vendono cartoline, lavano e puliscono nelle case, fanno ghirlande di fiori.
Sig. Somit, com’è la situazione con i bambini? Vorrei sottolineare che la situazione dei minori a Varanasi (e in India in generale) è molto preoccupante. Hanno troppe responsabilità perchè le loro famiglie non sono istruite e così non hanno lavori, e quindi tocca anche a loro darsi da fare in età precoci.
Cosa ci può dire di questo suo progetto? E’ un programma unico in India, un raro e ben gestito esempio di lavoro sociale. Saremmo felici di ospitare volontari da ogni parte del mondo, per aiutarci, e così che anche loro si rendano conto di cosa potrebbe succedere. Come insegna il karma-yoga, se sarai buono, riceverai a tua volta bontà.
“Una libera e buona educazione può cambiare la vita di molte persone” conclude Somit, “Aiutare le persone in difficoltà è un lavoro nobile e giusto. Nella nostra scuola vengono bambini d’ogni estrazione religiosa, perchè secondo noi il credo più importante è quello dell’essere umano”.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car





salve , mi chiamo carlo 26 anni , ci sono stato a kashi in una famiglia di musicisti “mishra” cha hanno lo stesso progetto , vorrei sapere se ce possibilita di fare volontariato presso questo vostro centro ,conosco bene la situazione e credo che non avro olti problemi ad adattarmi .buon lavoro namaste.
ciao carlo, ti segnalo il sito dell’associazione che organizza il tutto. http://varanasivolunteer.blogspot.com
ti ho inoltre appena aggiunto ai contatti di Facebook, se accettil’amicizia, ti segnalo quella di chi gestisce il tutto
ciao ciao
luca
Sono Marialuisa e sono stata a Varanasi ad agosto. Sono un’insegnante e visto che varò due mesi liberi (luglio ed agosto) mi piacrebbe tornare in India per fare volontariato. A chi posso rivolgermi?
Grazie
Marialuisa