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Il Ventennale del Buskers Festival - foto : the buskers festival ©  Lanci Daniele
the buskers festival © Lanci Daniele
06.09.2007

Il Ventennale del Buskers Festival

Alla fine di agosto si è svolta a Ferrara la ventesima edizione del Ferrara Buskers Festival, la rassegna non competitiva dei musicisti di strada. In termini di dimensioni si tratta del più importante festival di questo genere a livello mondiale.

Ottocentomila spettatori hanno invaso la città estense, ci sono state una media di cento esibizioni gratuite giornaliere, venti ospiti ufficiali, duecentoquaranta tra formazioni allargate e singoli gruppi, accreditati di trentatrè differenti nazioni. E musica di ogni genere: dal folk al pop, dalla tribale alla celtica, dal flamenco al jazz, fino al cabaret di strada, alle acrobazie circensi, alle esibizioni pittoriche improvvisate sui marciapiedi.

Band dai nomi più improbabili (fra tutti basti citare la Premiata Ditta Onoranze Funebri Rigor Mortis e il geniale Riciclato Circo Musicale che con oggetti di riciclo è riuscito a fare ballare e coinvolgere gli spettatori), band spassose, come gli inglesi Cosmic Sausages o gli spagnoli Vigilante Safari Mafia, professionisti del tango come Martin Rago e Viduria.

La manifestazione, nata quasi in sordina nel millenovecentoottantasette, ha raggiunto ormai una dimensione al limite della gestibilità. Sabato sera, culmine della kermesse, il centro storico era sorvegliato da macchine dei carabinieri che invadevano la pista ciclabile e da vigili in preda all’isteria davanti alle manovre confuse delle macchine.

L’Organizzazione del Festival aveva piazzato enormi salvadanai alle entrate principali. Addetti dello staff davano un adesivo a quelli che facevano l’offerta. E’ stata denominata “Operazione Moneta Sonante” e sarebbe dovuta servire per risanare le casse vuote dell’Organizzazione.

Guardando i molti turisti che avevano la patacca Busker ad honorem incollata sulla maglietta, sarebbe sembrato che l’operazione sia andata benissimo, ma c’erano anche molte persone che non avevano nulla appeso alla giacca o alla maglietta. Gli spettatori si guardavano l’un l’altro. Avere o non avere l’adesivo ti consentiva di renderti consapevole di appartenere ad una casta: entrare a Ferrara è stato un po’ come entrare in un ghetto.

Quest’anno le bancarelle e gli stand erano ovunque. Venditori di pannocchie, di gelati, chioschi della birra, bancarelle di incenso, borse indiane, tamburi. Le vie principali erano invase da ogni genere di mercanzia. In piazza Trento e Trieste troneggiava la scritta “Lotteria”.

Di fronte alla Torre dell’Orologio, per un euro i turisti potevano farsi fotografare dietro le silhouette di cinque cloni di Girolamo Savonarola. Un Girolamo suonava la chitarra, uno la batteria, uno il basso. Mancava solo quello che bruciava sul rogo. Il fotografo sedeva annoiato su una sedia: nessuno dietro le silhouette pronto per farsi immortalare.

Davanti al Duomo, mentre qualche devoto entrava all’interno della cattedrale per avere un po’ di tranquillità, i giocolieri e i mangiatori di fuoco portavano avanti spettacoli improvvisati. Nelle vie attigue i giovani si accalcavano all’entrata delle enoteche e dei bar.

Via Bersaglieri del Po, accesso pedonale a Corso Giovecca, era chiusa per lavori fognari. Un enorme buca tagliava a metà la strada. La gente si ingegnava per cercare altre vie d’accesso al Corso. Dietro a via Mazzini, negli angoli più pittoreschi e belli della parte medioevale della città estense, il silenzio. L’Organizzazione ha evidentemente tracciato un percorso ben prestabilito.

Centinaia di iniziative musicali e decine di stand accalcati in un’area molto piccola della città. Fra i vicoli antichi, sotto i lampioni dalla luce tenue, sotto le finestre fiorite l’assenza, strade deserte, un’atmosfera placida e ovattata.

Tagliando il vecchio ghetto ebraico, le Mura Storiche: sotto le Mura, il Baskergarden, aperto per tutta l’estate, fra stand da fiera paesana, la sala del tango, un prato dove sedevano centinaia di persone. La distesa delle tende e delle roulotte era imponente. Invadevano tutto il sotto-Mura. Una trovata intelligente del Comune: far campeggiare gratis in una delle zone più belle della città. Servizi igienici inclusi. Peccato che i campeggiatori abbiano poi lasciato come regalo per i netturbini e per i cittadini indignati, montagne di rifiuti.

Tornando verso la città si incontravano i turisti che si riversavano in piazza Travaglio, invasa dai furgoncini dei piadinari. Un forte odore di fritto, di cipolla alla griglia, di salsiccia. Anche l’Organizzazione stava smontando i grossi salvadanai. Dopo mezzanotte bandita ogni forma di intrattenimento musicale. La festa, quella più genuina, continuava alla Buskerhouse, situata nell’intimo Chiostro di San Paolo, in piazzetta Schiatti, a due passi dal Duomo e dal Castello Estense.

La Buskerhouse, dopo mezzanotte, diventava ritrovo degli artisti e di centinaia di ragazzi e ragazze. All’interno del chiosco si assisteva ad uno spettacolo non stop, un continuo fuori programma improvvisato di jam session che hanno coinvolto argentini e percussionisti africani, ballerine di flamenco, sorprendenti performer in frack, in un chiosco strapieno di gente che ballava, rideva, scherzava, mentre i musicisti, liberi dalla calca e dal delirio a cui il festival è purtroppo arrivato, portavano avanti, nella notte stellata, una genuina session liberatoria.

Libri

Enciclopedia Tresigallese

"Enciclopedia tresigallese" di Diego Marani - Bompiani, 2006

Il sole sorge sul Vietnam

"Il sole sorge sul Vietnam" di Lorenzo Mazzoni e Tommy Graziani - Edizioni Kult Virtual Press, 2005

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