Il triangolo maledetto. Il triangolo del diavolo. E’ in questa vasta zona di mare, compresa tra la Florida e Portorico, che sono avvenuti fenomeni strani. Misteriosi e talvolta mortali.
I guardacoste Americani, a onor del vero, tengono a precisare che il numero di incidenti in quella zona non è proporzionalmente diverso rispetto ad altre. Più che la quantità di disgrazie, ciò che colpisce sono alcuni particolari. A dir poco inquietanti.
Intere navi assolutamente integre, ritrovate senza equipaggio. “Vuoti” di radar e piloti che giurano di non ricordare ciò che capitò in quegli istanti di nulla.
Molti sostengono che tutti i fenomeni di sparizione visiva siano assolutamente spiegabili. Non di questo avviso è pero Charles Berlitz, il quale venne da molti definito impostore e mentitore senza ritegno.
Il suo fu un vero e proprio best-seller (“Il triangolo delle Bermuda”), tradotto in diverse lingue e venduto ovunque nel mondo.
Berlitz parla, senza mezzi termini, di porte spazio-temporali. Di finestre su altre galassie, di passaggi verso quarte o quinte dimensioni. Di alieni incaricati di trasportare per qualche attimo frammenti di civiltà terrestre. E del mistero di Atlantide.
Senza mai, in nessun caso, prendere in considerazione possibili alternative razionali.
Alcuni fatti sono effettivamente straordinari: il 5 dicembre 1945, l’aereo militare Martin PBM sparì nel nulla assieme ai suoi tredici membri. Stessa sorte toccò al C-54 dell’esercito statunitense.
E l’elenco comprende decine di casi, anche se sono gli anni ’50 quelli più ricchi di misteriose sparizioni.
Come quella dell’ aereo Star Ariel: il comandante McPhee, alle 7.45 di una bella giornata di sole (17 gennaio 1949) troncò repentinamente la conversazione con la torre di controllo. Proprio nell’esatto momento in cui dai radar sparì il punto luminoso.
Nessuna esplosione, nessun ritrovamento di resti, né umani né tecnici, e mai più notizie né di McPhee né del suo aereo.
E poi ci sono le navi. E qui, la leggenda si fa ancor più interessante, ancor più pregna di particolari avvincenti e per molti versi paurosi.
A partire dal mercantile francese, Rosalie, che fu ritrovato nel lontano 1840 proprio nella zona maledetta. Vagava solitario e senza equipaggio. Tutti spariti e mai più ritrovati.
Che dire, poi, del Cyclops, nave americana persasi il 4 marzo del 1918? La sua inspiegabile sparizione, con 309 persone a bordo, è, ancora oggi, classificata dal governo statunitense, come “uno dei più profondi misteri della storia della Marina”
Per poi giungere fino ai giorni più prossimi ai nostri: l’anno è il 1973 e la nave si chiama Anita. Di lei più nessuna traccia, con il suo carico di 20.000 tonnellate e i suoi 32 uomini.
Noi de il reporter siamo come san Tommaso e abbiamo fatto del motto di Terzani e di altri professionisti della penna un dovere imprescindibile: controllare sempre le fonti. Sempre.
Per ovvi motivi in questo caso non ci è stato possibile. Per ciò abbiamo deciso di riportare parte degli eventi come fossero leggende. Misteriose e affascinanti. Ma pur sempre storie difficilmente verificabili.
Comunque sia, anche se non è possibile scindere la verità dal mito, alcune sparizioni sono innegabilmente straordinarie. Ma, alcuni, vogliono imporre criteri di razionalità a fatti apparentemente anomali.
E le spiegazioni che non prendono in considerazione UFO o quarte dimensioni sono, alle volte, ancor più incredibili.
Come quella di trombe d’aria fantasmagoriche che, sollevatesi improvvisamente dal mare, raggiungono quote impensabili, fino a risucchiare gli aerei e trascinarli negli abissi marini.
Oppure c’è chi giura di aver visto mostri marini acchiappare navi, divorarne il contenuto umano, e riappoggiare tranquillamente il tutto una volta finito il tremendo pasto.
Altri dicono che sia tutta una montatura. E, a volerla dire tutta, da quando la tecnologia si è fatta più precisa e affinata, quindi più difficilmente “manipolabile”, le sparizioni sono…sparite.





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