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Idaho: Waldo Wilcox, l’ultimo custode - foto : Il Grand canyon, Idaho © Wolfang Staudt
Il Grand canyon, Idaho © Wolfang Staudt

Idaho: Waldo Wilcox, l’ultimo custode

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“Mamma e papà mi hanno sempre detto che possediamo la terra, ma non siamo proprietari anche degli oggetti indiani. Non avrebbero accettato che una volta al cimitero qualcuno scavasse per rubare i loro denti d’oro”.

Queste sono le umili e chiare parole di un uomo educato al rispetto. Waldo Wilcox, semplice proprietario terriero davanti ai microfoni della stampa locale che l’ha incalzato per sapere cosa si prova a possedere un tesoro.

Infatti i suoi guadagni erano altri: cacciare grossi leoni delle montagne per rivenderli agli zoo che davano in cambio 500 dollari ad esemplare. Proprio in una di queste battute di caccia ci fu la scoperta più emozionante: millecinquecento metri d’altezza, un coguaro invendibile oramai abbattuto e un occhio che cade per caso su di una scaletta fatta di tronchi.

I vecchi stivali impolverati di Wilcox si arrampicarono su questa entrata e la sorpresa è incredibile: un rifugio indiano, assolutamente mantenuto dal tempo, pieno zeppo di reperti storici appartenenti probabilmente alla tribù dei Fremont.

La volontà di preservare questa scoperta chiuse nel silenzio il vecchio Waldo. Gli anni però, come per quei reperti, anche per lui iniziarono a passare e a malincuore dovette vendere i suoi possedimenti. I figli, come spesso accade, infatti scelsero altre strade professionali.

Con la vendita anche la verità venne a galla e subito fu rispedita nel silenzio dai ricercatori del Division of Wildlife Resources (DWR), che non volevano un assalto mediatico per poter lavorare in santa pace. Chiaramente la stampa, venuta a conoscenza del fatto nel 2004 diede eco alla notizia richiamando le ire dei nativi americani.

Waldo non smise di proteggere quei posti. Negli anni passati a nascondere quel posto il vecchio Wilcox lo tenne curato come solo un importante mausoleo meriterebbe. Oggi vede i ricercatori fumare sul posto e portarci buste di plastica.

Nella sua vecchia ma saggia mente una frase riecheggia costante: “Dovrebbero lasciare le cose dove si trovano. Infondo il canyon è il più grande e bel museo che gli oggetti indiani possano chiedere”.

Antica saggezza.

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