Il Mercato che tenta di risolvere o spazzare via la povertà. Ricetta oramai datata, forse anche di scarsa efficacia, che però non ferma le intenzioni del sindaco di New York, Michael Bloomberg.
Il suo progetto è granitico e assolutamente chiaro: trasformare Harlem da storico ghetto della Grande Mela a polo commerciale della città.
Parlando di questa zona di New York vengono in mente i ricordi dell’adolescenza. Da qui proviene la pluridecorata coppia di lottatori chiamati Harlem Heet, quando anche da noi impazzava la “febbre del wrestling”.
Sempre rimanendo sullo “sport spettacolo”, come dimenticare le prodezze ginniche al limite delle leggi fisiche dei famosi Globetrotters, orgogliosi prodotti dei campi di cemento di questa povera area metropolitana.
Lasciando l’ozio per calpestare le strade più serie, questo ghetto partorì stelle della musica “nera” internazionale come Ella Fitzgerald e James Brown, Michael Jackson con i suoi Jackson 5.
Ed è proprio qua che andiamo a camminare.
Centoventicinquesima Strada, o meglio conosciuta come Martin Luther King Jr boulevard, il cuore del movimento artistico musicale di Harlem.
L’insegna è inequivocabile e riporta a caratteri cubitali The Apollo Theater, la mecca della musica, oggi aperta anche per visite guidate attraverso le sale che hanno fatto grande questo luogo.
Un teatro sentito, vissuto, amato, fino alla fine.
Addirittura il corpo di James Brown fu esposto qui prima del funerale per ricevere l’ultimo saluto dai suoi numerosissimi fans.
Ma la musica non si fa solo, si ascolta.
E allora ecco che è necessario rituffarsi nel melting pot della strada per raggiungere un altro luogo sacro della musica mondiale.
Niente fari, niente palchi, niente pubblico.
Al Record Shack si comprano i migliori dischi per quanto riguarda la Black Music.
R & B e Gospel sugli scaffali, scaffali che hanno attratto le superstars di oggi quando non erano ancora conosciuti dal mondo.
Un passato emozionante che nel nome di una ristrutturazione si vorrebbe modificare.
La povertà di certi luoghi può far a volte fiorire anche delle benedizioni inaspettate.
I fiori crescono anche sul cemento.
Harlem con la sua Cultura ne è la prova.




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