La Terra degli uomini è immensa, popolata di ghiacci eterni e poche migliaia di persone.
Per secoli è stata legata all’Europa: prima alla Norvegia, poi alla Danimarca. Entro l’anno, però, la più grande isola del mondo scioglierà il legame secolare e sarà indipendente.
Diventerà il primo stato eschimese, dove si parla eschimese, dove si vive eschimese. Al ritmo della Natura selvaggia.
Nei giorni scorsi, la firma tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen, ha avviato la procedura.
Entro fine anno un referendum nell’Isola e un voto del Parlamento reale di Copenaghen sanciranno l’indipendenza e il diritto alla secessione.
Questa terra, così ricca di petrolio, metalli preziosi e materie prime dovrà bastare a sé stessa, e dimostrare al mondo di essere capace di vivere senza l’aiuto dei “colonizzatori”.
Ancora oggi, la Danimarca versa tre miliardi di corone l’anno, circa 400 milioni di euro. Airbus atterrano ogni giorno in Groenlandia: e scaricano materiale di ogni genere, dalle medicine al cibo.
Ma gli eschimesi non hanno paura di staccarsi da Copenaghen. Anzi. sarà l’occasione per iniziare a valorizzare e a sfruttare nel rispetto della natura le loro numerose risorse.
Un ritorno all’antico, vivendo nella modernità. Quella modernità europea che, a dir loro, ne ha snobbato la lingua e la cultura e da cui si sono allontanati nel 1985 con un referendum.
Fu un caso unico: una “colonia” più grande della madrepatria che decise di uscire dall’allora Comunità Economica Europea.
Il distacco fu indolore, come dovrebbe essere quello di quest’anno dalla Danimarca. A Nuuk, la capitale di 15mila abitanti della Groenlandia, lo sperano e lo credono.
E intanto contano i giorni che li dividono dal Continente e dalla Libertà riconquistata.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car





Clamoroso errore di miopia politica. In Danimarca del distacco non se ne sono praticamente accorti mentre gli Inuit perderanno tutti i benefici che concedeva loro la cittadinanza Danese. Passeranno sotto l’ influenza diretta degli USA e continueranno ad avere teoriche ricchezze minerali sotto a montagne di ghiaccio.
Forse sperano davvero nel riscaldamento del pianeta.