Troppo spesso bistrattato, il viaggio in pullman ha ancora parecchi estimatori, seppure oltreoceano. Anche chi non ha mai viaggiato in questa maniera di sicuro avrà sentito nominare almeno una volta la mitica Greyhound.
La compagnia nordamericana prende il nome da una tipologia di levriero inglese, il greyhound, appunto. Questo simpatico animale è il terzo mammifero più veloce, battuto solo dal ghepardo e dalla gazzella di Thompson. Probabilmente fu questa idea di velocità una delle motivazioni che spinsero i fondatori della compagnia a sceglierlo come nome e simbolo dell’omonima azienda.
Mezzo preferito dagli americani durante gli anni ’30 e ’40, il levriero grigio ha saputo rialzare la testa rimanendo competitivo anche nell’era del trasporto aereo.
Qualcosa come 1250 bus percorrono ogni giorno le immense distanze degli Stati Uniti, da Cincinnati a New Orleans, da New York a Dallas trasportando ogni anno 22 milioni di persone. Tralasciando offerte speciali dell’ultimo minuto (leggi: last minute), solitamente viaggiare su strada risulta più economico rispetto all’aereo.
La tratta da Chicago a San Francisco costa ad esempio intorno ai 180 dollari, poco più di 120 Euro al cambio attuale. Niente male per un tragitto di tremila chilometri! In alcuni periodi dell’anno è inoltre possibile ottenere agevolazioni economiche che rendono la scelta ancora più interessante.
Un viaggio “on the road”, anche se massacrante, non è mai noioso e rivela quasi sempre piacevoli sorprese. Trattandosi inoltre di un servizio di linea, Greyhound ferma in diversi punti durante un tragitto e ad ogni fermata persone diverse per cultura, pelle o religione salgono arricchendo il viaggio. Facile fare amicizia, anche se di breve durata.
E’ un viaggio attraverso l’America minore, la provincia, con la sua orgogliosa bellezza ed il suo squallore quotidiano. Lo stereotipo dell’America tutta tecnologia, vetro e cemento qui perde di significato, i divi hollywoodiani cedono il posto ai perdenti, alla banalità della vita comune. Poveri diavoli, arzille vecchiette, facce da galera, giovanotti dall’aria imbambolata e ragazze ‘acqua e sapone’ si alternano sui sedili del ‘running dog’.
La compagnia, fondata nel 1914 a Dallas, Texas, possiede ora filiali in Canada e Messico ed è ormai entrata nell’immaginario comune dell’American dream. C’è però una particolarità sconosciuta ai più: il logo del levriero in corsa è stato in realtà ‘adottato’ dagli americani. A crearlo fu infatti l’australiana Pioneer lungo la tratta Brisbane-Toowoomba.
Una curiosità tira l’altra: nel corso degli anni Pioneer ha cambiato il nome (ma mai il logo), fino a diventare Greyhound Australia, anche se con la società americana non ha alcuna relazione commerciale. Due aziende, stesso nome, stesso logo, stesso business, differente continente.
Se esiste un popolo maggiormente capace di fare business, questo è il popolo americano. I dirigenti della Greyhound propongono infatti svariati pacchetti per viaggiare in tutta tranquillità e sono stati i primi a rendere disponibile il posto riservato su un pullman di linea.
Non solo. La lungimiranza ha portato ad offrire anche un servizio di spedizioni rapido il quale, sfruttando lo spazio libero nel vano bagagli dei loro mezzi, si pone in concorrenza con il servizio postale americano.
Insomma, con 3100 destinazioni, 16000 partenze giornaliere attraverso Messico, Stati Uniti e Canada, il levriero è diventato un simbolo del saper fare d’oltreoceano; non a caso scrittori famosi hanno dedicato almeno un passaggio dei loro racconti all’esperienza a bordo del Greyhound.





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