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Gli ultimi Romanov - foto : La famiglia Romanov, trucidati nel nome della Rivoluzione bolscevica
La famiglia Romanov, trucidati nel nome della Rivoluzione bolscevica

Gli ultimi Romanov

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Morirono tutti, trucidati. Nessuno dei Romanov si salvò dal massacro di Ekaterinburg. La Storia può mentire, il Dna no.

Le analisi, fatte nei giorni scorsi sui resti ritrovati nella regione degli Urali nel 2007, lo hanno confermato: sono le spoglie di Maria e Alexei, figli dell’ultimo zar, Nicola II.

Mancavano solo gli avanzi dei loro corpi per avere la certezza assoluta che la famiglia imperiale fosse stata macellata dai membri della polizia segreta rivoluzionaria.

Furono loro, dopo aver sostituito le truppe d’assalto bolsceviche, a svegliare nella notte del 16 luglio 1918 i prigionieri, costretti da giorni nella casa del mercante Ipat’ev.

Li fecero vestire in fretta e li portarono dabbasso nell’umida cantina, grande meno di quindici metri quadrati.

L’imperatrice affetta da sciatica sedeva su una sedia, vicino al figlio tredicenne. Lo zar era in piedi con il piccolo zarevic in braccio. Le quattro principesse appena dietro. Anastasia aveva con sé il cagnolino. Il medico e i tre domestici nell’ombra.

Il plotone d’esecuzione si schierò su tre file, armato di pistole pesanti. Scaricarono odio e pallottole a raffica che rimbalzarono per la stanza dopo aver colpito il corsetto dell’imperatrice, imbottito degli ultimi diamanti.

La cantina fu avvolta dal fumo che nascose per un attimo i corpi straziati. Quando si dileguò, il piccolo zarevic era ancora aggrappato stretto alla camicia insanguinata del padre.

Qualcuno si muoveva tra i lamenti. I membri della polizia, con bastoni e baionette, tolsero loro l’ultimo fremito di vita.

I cadaveri furono portati a trenta chilometri dalla città, denudati e calati in un pozzo. Il giorno dopo vennero recuperati e spostati in un posto più sicuro.

Durante il trasporto, l’autocarro si ruppe. Due corpi, forse quelli di Maria e Alexei, furono bruciati. Gli altri, ritrovati nel 1990, buttati in una fossa poco profonda lì vicino. E disciolti nell’acido.

Nel nome della Rivoluzione bolscevica.

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"In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro" di Antonio Caiazza - Instar Libri, 2008

Sfogliare la Russia

"Destinazione incerta. La Russia dal 1989" di Lovell Stephen - EDT, 2008



3 commenti a “Gli ultimi Romanov”

  • emily alle ore 2:14 pm scrive:

    a me piace molto la Russia ma dopo quello che ho appena letto sono rimasta un tantino sconvolta.Dei russi non si è mai parlato molto bene ma ho ignorato quasi tutto ma una cosa del genere non si può ignorare non si può passare sopra al massacro di una famiglia per una rivolta così assurda ancora oggi i cittadini russi non sono molto ricchi neanche ora, e allora cosa si dovrebbe fare un’altra rivolta si ma adesso bisognerebbe farla contro putin che a mio avviso è il vero responsabile della povertà e del degrado di alcuni paesini russi.cmq ora vado perchè se no scriverei ancora non bastano 2 righe per risolvere un mistero di 91 anni fà.grazie a tutti per aver letto ciunque lo abbia fatto o lo stia facendo.

  • Andrea Lessona alle ore 12:20 pm scrive:

    Gentile Emily,

    grazie per il tuo commento.

    Un giorno la Storia farà vera giustizia di tutti i crimini perpetrati nella ex Unione Sovietica. Negli anni bui della Rivoluzione e poi durante il consolidamento del regime comunista non fu solo la famiglia imperiale dei Romanov a venire sterminata in nome di un’ideologia. Milioni di uomini, donne e bambini perirono nel silenzio.

    Quello stesso silenzio che oggi, con molta fatica, si sta cercando di spezzare per fare emergere una memoria giusta.

  • betty martinetti alle ore 8:18 pm scrive:

    evviva i russi…artisti…precisi..ordinati……..belli!…io li amo essendo un’artista no potrei che amarli perche’ artisti come loro no esistono suklla terra!!!peccato che sono tanti…150 milioni di abitanti!Ecco la risposta..il resto e’ la storia di tutti i popoli della terra…di sbagliato c’e’ l’umano…..

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