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Giappone, la via del guerriero - foto : Katana© AdamSelwood
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Giappone, la via del guerriero

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La storia del Giappone è come incastonata nel mito e nelle leggende, attraverso i secoli la cultura orientale sembra essere rimasta sospesa nel tempo mentre tutto il resto del mondo avanza attraverso ere di cambiamenti radicali.

Una di queste leggende è sicuramente legata alla figura di Myamoto Musashi, considerato uno dei migliori spadaccini mai esistiti.

Nato nel villaggio di Miyamoto (da qui il suo nome) nella provincia di Harima nel 1584, fu istruito all’uso delle armi dal padre, che era uno spadaccino riconosciuto dallo shogun, mentre al suo sviluppo spirituale contribuì il monaco zen Takuan Soho, famoso maestro di katana (affilatissima spada giapponese).

A 13 anni uccise il suo primo sfidante in combattimento e a 16 partecipò alla sua prima battaglia. Divenne vagabondo e girò varie zone del Giappone antico, viaggio durante il quale si dice affrontò ben 60 combattimenti e li vinse tutti, anche contro diverse persone.

Quello più emblematico rimasto tra i racconti tramandati fu combattuto contro un abile samurai, tale Kojiro Sasaki detto Ganryu. Questi fu sconfitto grazie all’intelligenza di Musashi, il quale utilizzò un remo spezzato come arma per finirlo.

Si dice di lui che usasse raramente la katana vera e propria e che prediligesse il bokken (spada di legno) negli scontri formali. Tuttavia dormiva sempre con la spada e non se ne separava mai nemmeno per lavarsi, cosa che odiava fare; era scorbutico e attaccagrane, gli piaceva provocare i suoi avversari tanto da farli cadere sull’orgoglio personale.

La parte più interessante dal punto di vista culturale avviene però dopo i suoi 50 anni, quando si ritira in meditazione dedicandosi a varie forme d’arte tra cui la pittura, la calligrafia, la forgiatura delle tsuba (particolari raffinati delle guardie delle katane) e non ultima la scrittura.

Sua l’opera Il libro dei 5 anelli in cui essenzialmente ripercorre l’essenza dello spirito del samurai.

Egli rappresenta il cammino di perfezionamento dei guerrieri attraverso 5 passi principali, descritti come i 5 elementi dell’universo secondo la cultura Taoista : terra, acqua, fuoco, aria e vuoto.

Il suo insegnamento raggiunge l’apoteosi nell’ultima parte, il vuoto, in cui affronta la struttura stessa della filosofia Zen ovvero il bushido. Per la concezione occidentale il vuoto è visto per lo più come morte o cessazione, invece il “mu”, il nulla dello Zen, è qualcosa di estremamente dinamico, fondamento di tutte le azioni e le cose, contenitore del tutto.

Questa filosofia di vita fu ripresa in seguito anche da artisti del calibro di Tsunetomo che scrisse il famoso Hagakure.

Il samurai è la figura preponderante e rappresenta per Myamoto quello che si può definire un “non essere”, ovvero colui che ha autocoscienza della “non esistenza” e quindi non ha paura della morte; essa infatti è l’unica vera nemica del guerriero sul campo di battaglia. Essere consapevole quindi è come essere già morto, i nemici non possono nulla contro un morto.

Il fascino che ruota attorno a questo personaggio è lo stesso che circonda tutto il pensiero orientale: la perfezione nelle piccole cose, l’assaporare il percorso formativo che porta alla crescita e non la crescita stessa.

E’ come viaggiare e godersi il viaggio, senza pensare alla meta che raggiungeremo.

Musashi morì all’età di 61 anni nel 1645 lasciando un solido segno su tutte le generazioni spirituali di guerrieri e filosofi a lui succedute, nonché a tutti i praticanti di discipline marziali.

Egli stesso scrive: “Finché uno resta ignaro della vera Via è convinto di essere nel giusto perché crede nell’insegnamento di Buddha, o in qualsiasi altra fede del mondo.

Ma quando assume il punto di vista della vera Via e vede la realtà del mondo dalla giusta prospettiva, si accorge quanto divergano quelle vedute a causa dei pregiudizi dell’individuo e delle errate posizioni di partenza.

Giungi alla corretta considerazione prendendo per base la sincerità di spirito e l’onestà interiore; pratica Heiho, la via del guerriero, quotidianamente; sforzati di percepire correttamente e chiaramente la realtà”.

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LIBRI

La seduzione dell’altrove

"La seduzione dell’altrove" di Dacia Maraini - Rizzoli, 2010

Autostop con Buddha

"Autostop con Buddha" di Will Ferguson - Feltrinelli, 2007



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