La necessità obbliga l’uomo a adattarsi. Nella striscia di Gaza questa “necessità” ha il sapore della povertà forzata che si aggiunge alla già non rosea condizione economica.
Preambolo per questa storia amara: il solito attacco palestinese al valico di Nahal Oz che si è portato via la vita di due inermi civili.
La reazione di Israele è altrettanto “tipica” e si riassume nell’interrompere la fornitura di combustibile nella Striscia.
Dal nulla, dimenticato dall’avvento delle macchine, questa storia ci porta a rincontrare un vecchio caro amico, un animale che anche alle nostre latitudini ha sempre svolto un servizio di fedeltà inimitabile: l’asino.
“Non avrei immaginato che un giorno gli asini avrebbero preso il posto del mio taxi, ma a Gaza la benzina si trova solo al mercato nero e io non posso permettermi quei costi, sono pazzeschi”.
Queste sono le parole preoccupate di Aouni Sakher che in poco tempo ha visto il suo lavoro in crisi schiacciato sotto il prezzo inarrivabile del combustibile.
Però non ci si può fermare e quindi ecco arrivare il vecchio protagonista dalle orecchie lunghe che fino ad oggi veniva solo utilizzato per il trasporto di merci, soprattutto di frutta e verdura.
Il suo ritorno è anche una chiara risposta ai tentativi di Hamas di confortare la popolazione raccontando che la mancanza di benzina potrebbe portare ad “una vita più sana” dove le passeggiate non mancheranno. La popolazione, chiaramente, non ha recepito il messaggio salutista.
“Abito a Gaza city e il mio ufficio e’ a Khan Yunis, sono 30 chilometri e non posso farli a piedi – racconta Basel Adwan, un dipendente del ministero dell’Interno – così da giorni non vado al lavoro e nella mia condizioni si trovano migliaia di impiegati”.
L’indispensabilità dell’animale testardo è oramai allora una realtà. Indispensabilità che, come per i prodotti rari, ha fatto crescere il costo del suo possesso tanto da poter essere venduto con un ricavo paragonabile a sei mesi di duro lavoro.
“Hanno offerto per il mio asino 700 dollari ma per meno di mille non lo cederò mai”. La voce di Adel suona forte e chiara in difesa del suo tesoro. L’asino d’oro qui non è favola, è realtà.




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