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Gauguin: diario tahitiano - foto : Una spiaggia di Tahiti - Foto tratta da Wikipedia
Una spiaggia di Tahiti - Foto tratta da Wikipedia

Gauguin: diario tahitiano

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Mataiea, 27 settembre 1892

Durante la notte è infuriata la tempesta. La terra è stata squassata da tuoni così potenti, da far tremare il pavimento della capanna. Le onde si sono infrante contro la costa con violenza, mentre il vento piegava le palme che lambiscono la spiaggia come fossero giunchi.

Per la prima volta, chiuso nella fare in riva al mare, con Tehura tremante al mio fianco e la furia del Creato a sconvolgere il nostro microcosmo, mi sono reso conto di quanto piccoli ed insignificanti siamo noi uomini in confronto all’universo che ci circonda. La Natura mi stupisce ogni giorno con i suoi colori, le sue forme, la sua dolcezza e la sua forza.

Stamattina, al mio risveglio, quella stessa forza distruttrice che ci ha tenuto in scacco per buona parte della nottata, mi ha offerto uno spettacolo incredibile: i nuvoloni gonfi di pioggia si erano dileguati, lasciando alla mia vista una baia tranquilla e silenziosa, incorniciata da un cielo aranciato per l’alba appena giunta.

Sono uscito ad ammirare l’oceano. L’aria frizzante del mattino si amalgamava con le correnti gelide abbandonate dalla tempesta appena passata; qualche gabbiano solcava il mare, mentre le ultime ombre della notte lasciavano spazio ad un nuovo giorno. E con l’umidità che mi penetrava nelle ossa, mi sono sentito nulla al cospetto dell’Infinito che mi si parava agli occhi.

Mataiea è tutto questo: un angolo incontaminato di paradiso, dove il tempo viene scandito dall’alternarsi della luce e della tenebra, del caldo e del freddo, del sole e della pioggia. Ho scelto questo luogo sperduto e lontano dalla civiltà imborghesita di Papeete, per tornare a godere delle gioie della vita, abbandonando l’odio e l’ipocrisia che mi hanno circondato per troppo tempo. Attorniato da uomini e donne semplici e cordiali mi sento libero, di nuovo vivo.

Sono loro i soggetti migliori per le mie opere: il loro sembiante è la perfetta rappresentazione di come l’energia del vento e del mare abbiano modellato luoghi, visi e anime.

I chiaroscuri emotivi degli schivi abitanti di Mataiea nascono dai giochi di luce della vegetazione, dai fiori insoliti che li circondano, dai frutti profumati che pendono dagli alberi. Tutto questo è ciò che voglio descrivere nei miei quadri e la foresta lussuosa che circonda il fiume ed il lago Viaihiria è la migliore fonte di ispirazione possibile.

Mentre mi dirigevo alla capanna, con questi pensieri nella testa, ho sollevato lo sguardo. E lo stupore dell’universo mi ha rapito ancora. Tehura si è affacciata in quel momento all’ingresso della fare e ho ammirato di nuovo la perfezione che Madre Natura usa per plasmare certe sue creature.

Il corpo di bambina, sottile e flessuoso, emergeva dall’oscurità come una luce abbagliante. I capelli serici e nerissimi, la pelle color del caramello, lo sguardo mite. Se avessi avuto a disposizione tela e colori. Avrei certamente fissato quell’attimo di eternità. Sono entrato nella capanna, con una sensazione di pace nel cuore. Inizia una nuova giornata, mi sono detto.

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LIBRI

La fine è il mio inizio

"La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani - Longanesi, 2006

La Corsica di Tomassini

"Amor di Corsica. Viaggi di terra, di mare e di memoria" di Stefano Tomassini - Feltrinelli Traveller, 2008



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