« Yemen, la dimora delle principesse A piedi dall’Inghilterra all’India »


Gandhi: al servizio della giustizia - foto : La statua di Ghandi © madmack66
La statua di Ghandi © madmack66

Gandhi: al servizio della giustizia

di

stampa stampa

Gandhi, il Mahatma, la “grande anima”. Ma guai a chiamarlo così in vita, era forse l’unica cosa che lo rendeva collerico.

Nasce il 2 ottobre del 1869 a Porbandar, e la sua famiglia è tra le più agiate della città. Tanto che lui può permettersi, all’età di 19 anni, di andarsene a Londra a studiare. Vuole diventare avvocato.

Per la prima volta uscirà dalla sua città natale. Ma non si immergerà mai completamente nella nuova realtà, benchè apparentemente fece credere il contrario, probabilmente anche a sé stesso. O, forse, soprattutto a sé stesso.

Induista di nascita, nel clima cosmopolita inglese di fine secolo avrà modo di avvicinarsi alle altre grandi religioni del mondo. Tutte lo colpiranno, trovandole assai complementari e ben poco diverse. Islam, Cristianesimo, Buddismo e Induismo.

Fattosi avvocato tornerà in India, ma a causa della sua timidissima indole non riuscirà mai a praticare una professione che invece esige fermezza e piglio deciso.

Politicamente apatico e socialmente poco aperto partirà alla volta del Sud Africa, perché una ditta indiana gli offrì un posto di lavoro.

Gandhi, proprio in quegli anni di ingiustizie viste e vissute sulla propria pelle,

maturò quello spirito che lo renderà famoso e storicamente immortale.

Sarà protagonista, lui indiano e meticcio, di atteggiamenti razzisti insopportabili. Un giorno verrà preso a calci dal conducente di una diligenza, per far posto ai bianchi che avevano più diritti di lui.

Si ribellerà. Personalmente, ma sarà anche fomentatore di folle. Un fomentatore non violento.

Tenacemente attaccato all’idea che alla violenza non bisognasse mai rispondere, si farà portavoce delle istanze di giustizia avanzate dai neri e dai numerosi indiani presenti in Sud Africa.

E porterà avanti pure una personalissima rivoluzione: fu in quei tempi che smise di consumare latte e cominciò a pulire le latrine. Che in India venivano pulite solo dagli “intoccabili. L’ultima casta indiana.

Perché il cambiamento, prima ancora che sociale, deve essere individuale.

La sua opera politica sud africana avrà successo: i matrimoni misti saranno consentiti e gli indiani smetteranno di pagar più tasse degli altri.

Quindi torna, per la seconda volta, a casa sua. Viaggerà per anni nei villaggi della nazione, chiedendo alle persone “normali” una cosa che non erano abituati a sentirsi domandare: cosa volevano dalla vita.

In un distretto del Bihar, conoscerà insopportabili soprusi da parte dei padroni inglesi. Perché l’India, in quegli anni, era colonia britannica. I contadini lavoravano per coltivare l’indigo che veniva esportato all’estero, in Europa.

I campi non potevano, così, dare i frutti necessari alla sussistenza degli indigeni.

Gandhi dice che così non va bene, e le sue idee, ritenute sovversive, non possono essere tollerate dagli inglesi. Per la prima volta verrà incarcerato.

Ma è ormai famoso in tutto il paese e la polizia si vede costretta a liberarlo dopo poco, pena la possibilità di pericolosissime sommosse popolari.

Gandhi ha ormai instillato nel suo popolo sentimenti di giustizia.

Quando poi, nel 1919, avviene il famoso episodio del Penjab, in cui le truppe britanniche massacrano centinaia di civili che si erano assembrati per parlare di politica, l’India è pronta ad esplodere.

Ma sarà lo stesso Gandhi a rasserenare gli animi, invocando quel principio di non-violenza a lui tanto caro.

Chiede che vengano semplicemente boicottati i prodotti stranieri, primi tra tutti, ovviamente, quelli inglesi. E’ il momento della celeberrima marcia del sale, in cui, accompagnato da migliaia di indiani, si fa a piedi 400 chilometri per prendersi un po’ di sale dal suo mare, dal mare della sua nazione. In barba alle tasse inglesi.

Scoppia la seconda guerra mondiale e l’Inghilterra ha cose più urgenti a cui pensare. Per di più il movimento indipendentista indiano è ormai troppo forte. E, nonostante, Ghandi, alle volte violento.

Terminato il conflitto l’Inghilterra promette che il potere passerà, dopo un periodo di transizione, nelle mani degli indiani.

A questo punto l’effervescenza del momento scalda gli animi degli integralisti religiosi. I quali danno il via ad una vera e propria guerra civile tra indù e musulmani. Ghandi, che voleva una nazione per gli indiani e non due in base alle religioni principali, assiste ai massacri con la morte nel cuore.

Verrà creato il Pakistan, paese formalmente musulmano, e 17 milioni di indiani appartenenti all’Islam emigreranno in quella zona.

Gandhi verrà ucciso da un radicale indù, il 30 gennaio del 1948. Prima di sparare, l’assassino si piegherà in segno di rispetto e reverenza.

stampa stampa
LIBRI

La strada sbagliata

"La strada sbagliata" di Peter Moore - Feltrinelli Traveller, 2003

Gandhi – Antiche come le montagne

"Gandhi - Antiche come le montagne" di M. K. Gandhi - Mondadori, 2009



comment Lascia un commento a "Gandhi: al servizio della giustizia"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia
- Anna Maria su Murgia, sentieri di Puglia e Basilicata
- melissa su Palazzo di Cnosso, mito di Creta

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Storie

Olocausto, trovata copia della Schindler list
di

Olocausto, trovata copia della Schindler list - foto : La Schindler list - Foto tratta da shtetlinks.jewishgen.org

Scoperte per caso in Australia le tredici preziose pagine battute a macchina su carta carbone che salvarono la vita a centinaia di persone ebree condannate allo sterminio delle camere a gas.

Reportage

Londra, la Cina dell’Inghilterra
di

Londra, la Cina dell’Inghilterra - foto : Chinatown Gate - Foto tratta da Wikipedia

Il mondo d’oriente della Chinatown e la stravaganza e trasgressione del quartiere a “luci rosse” di Soho. Un mix accattivante nel cuore delle notti inglesi.

Storie

Portobello, il mercatino inglese per eccellenza
di

Portobello, il mercatino inglese per eccellenza - foto : Portobello Road © Andrea Lessona

Tra i più caratteristici, antichi e conosciuti al mondo. Offre una grande varietà di pezzi di antiquariato e articoli da collezione datati dall’epoca romana agli anni ’60.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter