A Fatima, situata nel comune di Ourém, devi proprio volerci andare: impensabile arrivarvi casualmente. Piccola frazione di appena dieci mila abitanti, fieramente abbarbicata al termine di tornanti per buoni stomaci, è il tipico paesino di montagna che ha veramente poco di attraente.
Se il 1917 non fosse esistito, Fatima non sarebbe sulla bocca di nessuno. Fortunatamente, invece, oggi ospita uno dei più suggestivi santuari del mondo. Delle famose apparizioni molto è stato scritto e sicuramente ancor di più è stato detto: terreno insidiosissimo e da affrontare con tutte le cautele del caso.
Sono stato a Fatima ormai sei anni fa e il ricordo di quella strabiliante piazza che ospita il santuario è ancora palpitante, nonostante il mio cuore e la mia mente siano scolpiti nella disperazione di un ateismo pensato e freddamente ragionato. E la basilica è altrettanto miracolosamente bella.
Prima di scrivere quest’articolo ho pensato a lungo quale potesse essere la forma verbale più consona al tema in oggetto: condizionale, che per alcuni sarebbe risultato forse offensivo, o tempi che non dessero scampo a dubbi di nessun tipo? Le apparizioni sarebbero avvenute o avvennero?
Questione non di poco conto, anzi, quasi lacerante, per chi fa della forma uno stile di vita. Alla fine ho deciso di bandire il condizionale: e il motivo è lo stesso per cui quando, tra pochi giorni, sarò sulle rive del Gange, non farò fotografie agli induisti che non lo desiderano. Per rispetto.
I tre pastorelli bambini, e per ciò purissimi, vedono la bellissima Signora per ben sei volte durante quel fatidico 1917. E con Lei parlano di tutto: della Prima Guerra Mondiale, in corso, e della Seconda, che sarebbe venuta se l’umanità non si fosse redenta. Ma anche dell’inferno e di questioni politico-religiose.
I fratellini Francisco e Giacinta Marto (rispettivamente 9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni) vengono da tutti derisi e dal sindaco di Fatima umiliati. Per ciò la Signora decide di aiutarli e il 13 ottobre 1917 fa danzare il sole di fronte a migliaia di persone terrorizzate. Proprio laddove oggi esiste quella piazza sede del bellissimo santuario.
Il mio pesante ateismo fu colpito da quanti, soprattutto anziani malfermi, attraversavano, in ginocchio, la grande piazza. Con una forza commovente si spingevano fino all’estremità opposta che termina nel santuario, costruito tra il 1928 e il 1951. Laddove la Signora apparve.
Fatima mi regalò un pensiero: il sole, il 13 ottobre del 1917, danzò per tutti, anche per me. E quella danza, i cui profumi e le cui sensazioni inevitabilmente mi avvolsero come un manto protettivo, esige un profondissimo ringraziamento.





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