Un aspetto relativamente misconosciuto del nazismo è quello degli esperimenti (pseudo) medici condotti sugli internati dei lager. A Hitler non interessava il progresso della scienza in toto: a lui interessava il progresso scientifico a fini eugenetici, razziali e militari.
Eugenetici e razziali al fine di preservare e difendere la “pura razza ariana”, militari per migliorare le condizioni fisiche dei militari tedeschi e consentire loro di vincere la guerra. Gli internati nei campi di concentramento divennero quindi le cavie di questa sorta di vivisezione. Furono soprannominati Versuchpersonen: soggetti permanenti da esperimenti.
Concedendo il beneficio del dubbio a Mengele (il più tristemente famoso medico nazista) e compagni, è sì possibile che il fine ultimo di questi esperimenti fosse medico, ma vi era un vero e proprio sadismo nel condurli, oltre alla totale assenza di rispetto per l’essere umano.
Per esempio, quanto poteva sopravvivere un aviatore che si lanciasse con il paracadute da altezze superiori al limite normale del respiro? La risposta a questa domanda era ritenuta di fondamentale importanza nelle strategie militari, dato che la Luftwaffe possedeva aerei in grado di volare a 10000 metri di quota.
Venne costruita una camera di decompressione per simulare le condizioni di altitudine in cui avrebbe potuto trovarsi un pilota. Piccolo particolare, il poveretto a cui toccò fare da cavia morì tra atroci sofferenze.
Basta solo leggere il genere di esperimenti per capire la gravità e le conseguenze sul fisico di chi vi era sottoposto. Esperimenti sulle condizioni di resistenza nell’acqua gelata (condotti per strategie militari con sottomarini).
E ancora: sulla potabilità dell’acqua marina. Sulle ustioni e gli avvelenamenti provocati da bombe al fosforo e gas iprite. Su malattie che venivano inoculate sulle cavie per sperimentarne improbabili terapie e vaccini. Malattie quali il tifo petecchiale, la malaria, l’epatite virale, la febbre gialla e la tubercolosi,
Proprio alla tubercolosi è legato quello che forse è l’episodio più tragico e sconvolgente: il massacro di Bullenhuser-Damm. Venti bambini furono sottoposti a esperimenti sulla tubercolosi e, successivamente, impiccati. Inoltre vennero condotte atroci pratiche di sterilizzazione.
Lo scopo era quello di impedire ai popoli cosiddetti inferiori (ebrei, zingari, slavi) di procreare, in modo quindi da eliminarli dalla faccia della Terra. Non soltanto metodi “canonici” come legatura delle tube o vasectomie, ma anche utilizzo di raggi, iniezione di sostanze irritanti nell’utero, castrazioni, chimiche e non.
Inoltre, esperimenti particolarmente feroci furono svolti su quella che era la categoria prediletta dal dottor Mengele: i gemelli. Nessuna categoria di internati era al riparo da questa barbarie: ebrei, zingari, detenuti politici, uomini, donne, bambini.
E così morirono (o riportarono danni permanenti, fisici e psicologici) le migliaia di vittime di questa forma scriteriata di “scienza”. Scriteriata, perché oltre all’orrore dell’utilizzo di cavie umane (oggi, giustamente, ci scandalizziamo anche di fronte alla vivisezione animale), è quasi evidente che alcuni esperimenti siano stati condotti più per sadismo che per interesse scientifico. Le trasfusioni tra diversi gruppi sanguigni o la sopravvivenza a temperature estreme, per esempio.
Chiunque abbia nozioni di medicina sa benissimo che si tratta di condizioni incompatibili con la vita umana, senza bisogno di cavie morte a dimostrarlo.





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[...] Esperimenti di morte di Levia Messina [...]