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Cordes-sur-Ciel, nuvole di Francia - foto : Cordes-CRT Midi-Pyrénées © D. Viet
Cordes-CRT Midi-Pyrénées © D. Viet

Cordes-sur-Ciel, nuvole di Francia

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Mistero. Esoterismo. Arte. Natura. Sono i quattro ingredienti necessari per descrivere Cordes-sur-Ciel, una delle bastide più celebri e più antiche dei Midi-Pirenei. Fondata nel 1222 dal conte di Tolosa per proteggere i Catari, nel 14° e 15° secolo conobbe una grande prosperità, testimoniata ancor oggi da lussuose dimore gotiche costruite in arenaria color ocra, malva o grigio.

La cittadina si trova a sud della nazione transalpina, nel Tarn, dipartimento circondato dall’Aveyron a nord-est, dall’Hérault a sud-est, dall’Aude a sud, dall’Alta Garonna (Haute-Garonne) a sud-ovest e da Tarn-et-Garonne a nord-ovest.

Come anticipato, nel XIII secolo Cordes-sur-Ciel era già un’importante fortezza catara (il catarismo fu un movimento ereticale eterodosso opposto alla sfrenata ricchezza e al coinvolgimento politico della Chiesa, ndr). Si narra che tre inquisitori (non troppo graditi) siano stati gettati nel fondo dei pozzi della Halle, la cui profondità (112 m.) rimane un enigma.

Non solo religione, ma anche esoterismo e mistero nelle vene della cittadina francese. La leggenda tramanda che Cordes fosse anche la patria di alchimisti. Basta guardare le sculture che adornano le case per vedere quaderni pieni di calcoli e appunti. Esperimenti per trasformare i metalli in oro (tipico della setta segreta).

Uno degli esempi più classici, la Casa del Gran Cacciatore in cui compare una scena di caccia ricca di particolari. Letta alla luce del simbolismo dell’epoca, la scena spiega che i cani (gli Inquisitori) cacciano il cinghiale (i Catari, detentori della vera spiritualità). Facendo ciò, gli inquisitori perdono le tracce del cervo (simbolo di Cristo) ma inseguono colui che pretende di giungere al melo (albero della conoscenza).

Adesso siamo nella stagione giusta. Solo in autunno e primavera infatti, è possibile capire il perché la città abbia questo nome. A letto presto e poi sveglia poco prima dell’alba. Giusto il tempo di indossare pantaloni e scarpe, e recarsi in cima al Pied haut e coi primi bagliori si potrà osservare (talvolta) la città medievale emergere da un mare di nuvole.

A trovarsele davanti, paiono quasi soffici fantasmi che via via salgono verso il cielo. O magari no. S’incuneano nei vicoletti e tornano a casa. A Cordes-sur-Ciel. Su e giù per gli scalini. Senza farsi notare, ma con la loro eredità ben inscritta in volti e luoghi. E si rimettono al lavoro. Per continuare le loro favolose ricerche.

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LIBRI

Contare i passi

"Contare i passi. Dai Pirenei all'Oceano sul Cammino di Santiago" di Carla De Bernardi - Mursia, 2010

Per una filosofia del viaggio

"Filosofia del viaggio" di Michel Onfray - Ponte delle Grazie, 2010



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