Alta 93 metri da terra, 46 dal piedistallo, 125 anni ben portati. Bella, imponente, irraggiungibile, maestosa e assolutamente rispettata. E’ la dama più famosa in tutto il mondo. La sola signora che faccia girare la testa a uomini, donne e bambini che la osservino dal basso verso l’alto.
E’ lady Liberty. La statua della “Libertà che illumina il mondo”, questo il suo nome originario, simbolo di tutto ciò che l’America ha di più caro.
Nasce grazie all’ingegno di Frédéric Auguste Bartholdi (1834 – 1904), cittadino francese i cui natali appartengono a Colmar, capitale del dipartimento dell’Haut Rhin e labirintica città dalle mille stradine medievali.
All’ingresso di Colmar, è la stessa Statua della Libertà, una delle numerose versioni distribuite sul pianeta, ad accogliere ogni visitatore. Eretta su una piccola rotatoria stradale, nei pressi del campo di aviazione di Colmar-Houssen, rivolge il benvenuto a chiunque, indistintamente.
Dodici metri di resina stratificata sorretta da una struttura metallica interna rivestita da una patina verde rame, leva la sua torcia al cielo da un’altezza decisamente inferiore rispetto all’originale che la supera di ben quattro volte (otto se si considera anche il piedistallo).
La statua di Bartholdi è il dono della Francia agli Usa per il festeggiamento del centenario dell’indipendenza dall’Impero britannico nel 1776, ma i lavori di completamento dell’opera risalgono al 1884 e l’inaugurazione al 1886.
In America, è posta sulla rocciosa isola chiamata Liberty Island, all’ingresso nella baia di Hudson.
La fiaccola sorretta fieramente da Lady Liberty è significativa del fuoco eterno della libertà, il libro che tiene stretto nell’altra mano, recante la data del 4 luglio 1776, rappresenta, invece il giorno dell’indipendenza americana. Le catene spezzate ai piedi della scultura sono il modo per esprimere la liberazione dai legami dispotici.
Rifacimenti della statua, patrimonio Unesco, sono praticamente ovunque. In Giappone, in Austria, in Cina, in Vietnam e in molti altri Paesi. A Parigi, lungo le rive della Senna, nei pressi del vecchio laboratorio di Bartholdi, si erge una copia della statua di quasi 12 metri. Si rivolge verso l’Oceano Atlantico, diretta alla “sorella maggiore”.
Ma Colmar non è solo questo. La città vecchia è un dedalo di vie fiancheggiate dalle case alsaziane la cui tipicità è data dai tetti a graticcio. E alcune di queste sono davvero spettacolari. La Maison des Têtes, la Casa delle Teste, è un edificio sulla cui facciata trovano spazio 106 teste di animali e volti umani impegnati in varie smorfie.
Poco più avanti, i romantici nostalgici possono passeggiare lungo il fiume Lauch, il quartiere dei pescatori, dove sorge la Petite Venise, la Piccola Venezia. Il fiume, infatti si incanala in questa zona nutrendo l’ambizione di ricordare la bella città lagunare.
Un modo per anticipare, sebbene in piccolo, la spettacolarità della località veneta.





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