Adesso piange.
Piange mentre attraversa i corridoi lunghi e stretti della prigione S-21, la Tuol Sleng a Phnom Penh. Lugubri sentieri di morte dove sono stati assassinati almeno 14 mila cambogiani.
Piange mentre guarda le fosse a Choeung Ek dove sono state buttate migliaia di persone dopo essere state rieducate attraverso la tortura.
Ma Kaing Guek Eav, conosciuto come Duch, è stato uno degli autori dei massacri che, nel colpevole silenzio del mondo, hanno sconvolto la Cambogia.
Negli anni della dittatura dei Khmer Rossi, di cui fu uno dei massimi esponenti, sono stati trucidati circa tre milioni di cittadini.
Kaing è stato arrestato nel luglio del 2007 e da allora aspetta il processo.
Così, i magistrati del tribunale delle Nazioni Unite, che dovranno giudicarlo per crimini contro l’umanità, lo hanno portato in quei luoghi perché raccontasse l’orrore.
Giornalisti e fotografi non sono stati ammessi al tour della morte.
Ma un testimone ha detto alla BBC che, camminando curvo per le piccole e buie stanze di Tuol Sleng, Duch ha pianto.
Prima era una scuola. Oggi un museo per non dimenticare. Ai tempi di Pol Pot il simbolo della ferocia umana.
Insieme ai suoi accoliti, Kaing torturava tutti quelli che, indifesi e sfiniti dalla violenza, si proclamavano nemici della Rivoluzione e dovevano essere rieducati.
Dopo finivano sepolti nelle fosse di massa a Choeung Ek.
Anche lì Duch ha pianto, mentre guardava quelle buche da cui anni prima erano riemersi migliaia di scheletri.
Poi si è fermato barcollando davanti a un albero. Una scritta ricorda come i carnefici uccidessero le loro vittime.
I bambini venivano scaraventati contro il tronco, i crani fracassati.
Adesso piange.




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Nessuna pena sarà mai grande per tutto il male che hai fatto. Non sei degno di nulla, neppure di trovare un giorno la pace. la terra che hai martoriato non vorrebbe neppure le tue ceneri. che tu sia maledetto, DUCH.