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Bucarest, dalla parte di chi è stato abbandonato - foto : Allenamenti a Parada, piramide © Lucia De Marchi
Allenamenti a Parada, piramide © Lucia De Marchi

Bucarest, dalla parte di chi è stato abbandonato

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“Dopo quattro mesi di volontariato a Parada, è cresciuta in me la convinzione che l’importante per questi ragazzi è fare qualcosa di concreto per loro, che li aiuti a crescere seriamente”. È la prima testimonianza di Lucia De Marchi, direttamente da Bucarest, mentre lavora per l’associazione Parada.

Per quanti ancora lo ignorassero, l’ONG è stata fondata da Miloud Oukili, un clown francese che, durante un viaggio nell’Est Europa dopo la caduta del Muro, si trovò di fronte alla dura realtà dei ragazzi di strada. Dì lì l’idea: insegnare il mestiere circense per insegnare loro ad avere dignità e rispetto di se stessi.

Lucia ha scelto Parada per la sua tesi di Laurea in antropologia. Già da qualche mese è in Romania. “Ho incontrato delle persone che hanno conosciuto l’esperienza dell’abbandono, della vita per strada da soli dall’età dell’infanzia” ci spiega “Ho incontrato ragazzi che cercano solo di poter avere dell’affetto e l’occasione buona per poter dimostrare a sé stessi e agli altri che esistono, che vogliono farcela”.

Cosa significa stare accanto a uno ragazzo che vive per strada? Non è sempre facile stare loro accanto e a volte sono loro a sparire perché hanno paura, perché ci sono ferite che riemergono e fanno male. Più o meno li ho visti in tutte le condizioni: collati, non collati, che piangevano, che ciondolavano, che urlavano, al ponte, al centro. E quando poi tornano e stai con loro, fumi una sigaretta assieme, gli fai mangiare un gelato, seduti sulle gradinate dell’ingresso e vedi di nuovo il sorriso sui loro volti è una felicità immensa.

Rispetto a quando Miloud venne la prima volta, pensi che Bucarest sia cambiata? La capitale romena è una città in fermento: si è edificato tanto; la gente che affolla il centro città a tutte le ore veste molto bene e si siede nei bar di Lipscani per l’aperitivo; le strade piene di fiori sono trafficate: sfrecciano auto di grossa cilindrata assieme alle nuove Dacia. Poi una cosa che mi colpisce è che ci sono tanti, tanti matrimoni: ci si sposa in continuazione, con cerimonie sfarzose e limousine. I parchi nel week-end brulicano di giovani coppie con bimbi piccoli al seguito.

Il problema dei ragazzi di strada resta però. Questa realtà stride con la Bucarest odierna. Sembra il rovescio della medaglia. È una realtà che i romeni non accettano e non capiscono. Molte volte mi è capitato, assieme ad un’altra volontaria italiana di fermarci con loro o fare un tratto di strada a piedi e parlare con loro del più o del meno e la gente che ci guardava come se fossimo marziane o pazze. ”.

Perché questo essere considerati così strani? Parlando con i miei amici romeni di questo atteggiamento, mi hanno detto che c’è bisogno di tempo per cambiare la mentalità: non sono abituati a fare volontariato, anche perché la maggior parte della popolazione non se la passa bene: gli stipendi sono ancora bassi così come le pensioni per gli anziani.

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La fine è il mio inizio

"La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani - Longanesi, 2006

Focus Viator – Fifteen safety matches

"Focus Viator – Fifteen safety matches" di Lorenzo Mazzoni - LA Case, 2011



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