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Bobby Sands, l’allodola d’Irlanda - foto : Belfast, la tomba di Bobby Sands - Foto tratta da Wikipedia
Belfast, la tomba di Bobby Sands - Foto tratta da Wikipedia

Bobby Sands, l’allodola d’Irlanda

di

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“Le sbarre di una prigione lasciano intravedere la luce e il buio di un giorno che può diventare notte. E di una notte che può essere giorno, anche se non si riesce a vedere il cielo.

Un uomo non perde la Libertà in carcere: lì acquista rabbia, anche se lancia il cuore oltre ciò che lo imprigiona. Anche se continua a cercare con tutto il suo essere la linfa della sua terra. Nessuno può impedire la Libertà!

Non esistono catene o torture o la morte stessa che possano soffocare o far tacere uno spirito libero. Ho imparato sulla mia pelle che gli ideali, il sangue ribelle, l’istinto della giustizia vivono e pulsano in ogni respiro che si ha nel petto.

Posso aver perso l’integrità delle mie ossa o aver sentito insultato e infangato il mio nome, ma ho imparato a non farmi toccare da questo, perché nessuno può estirparmi la Verità e la mia Essenza. Che è libera.

Io sono, io esisto, nonostante tutto. Io sono, io esisto attraverso le voci che urlano e si battono per i valori e i diritti dell’esistenza. Io sono e resterò l’allodola d’Irlanda. Riuscirò ad usare la forza di volontà per visualizzare quello che sta accadendo oltre le sbarre. Riuscirò a diventare un alito di vento a dispetto di chi mi ha imprigionato.

Ho scoperto che non c’è differenza tra vivere e morire: non è importante il corpo ma le idee e i valori di una persona, perché questi possono sfidare il tempo e la storia in ogni modo.

Non mi pento di ciò che ho fatto, non rinnego nulla di ciò che ho detto: rifarei ogni cosa per rompere il giogo della povertà e dello sfruttamento. Il coraggio non sta nel saper preservare la propria vita, cedendo a ricatti o false promesse. Il coraggio sta nella forza di guardare negli occhi un uomo di qualsiasi levatura sia. E ribadire sempre il grido di Libertà e Verità.

Nella mia terra, ho visto sangue e massacri, volti rigati dalle lacrime, gente che ha perso tutto. Ma in questo ho sempre riconosciuto quello sguardo rabbioso di chi si sa rialzare per combattere ancora: perché nessun grido sia soffocato, perché ogni voce abbia la sua forza.

Ogni parola si può alzare al cielo e diventare una preghiera anche per chi non c’è più. Così si può rendere la morte un sacrificio non dimenticato, ma ancora vivo e capace di esortare le masse. Basta un piccolo ideale per cambiare il mondo!

Il nascondersi, il fuggire o il soccombere non miglioreranno la vita e non la salveranno. Ma, al contrario, uccideranno altre vite. La coscienza non perdona, e saper fare i conti con lei con onestà è una grande cosa.

L’Irlanda è una terra dai mille volti, ma ha un unico cuore: io so che non si smetterà mai di combattere fino a quando non ci saranno Libertà e Uguaglianza. Ma sono gli irlandesi a dover sapersi ascoltare l’un l’altro.

Io, come l’allodola, continuerò a volare libero”.

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LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

Qui Belfast

"Qui Belfast. 20 anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane" di Silvia Calamati - Edizioni Associate, 2008



2 commenti a “Bobby Sands, l’allodola d’Irlanda”

  • Katia alle ore 1:49 pm scrive:

    Semplicemente…Grazie. Per tenere sempre viva la memoria di fatti e persone che NON possono essere dimenticate…
    “Remember, the price has been paid. Do not allow it to be for nothing”

  • Andrea Lessona alle ore 2:07 pm scrive:

    Gentile Katia,

    grazie per il tuo commento.

    Ti rispondo con una frase estratta dal libro “Bobby Sands un giorno della mia vita” a cura dell’amica e collega Silvia Calamati. E’ di Paul Johnson, direttore di “Spectator”, uno dei più prestigiosi giornalisti inglesi e acceso sostenitore di Margareth Thatcher, che la scrisse in “The New Statesman” agli inizi degli Anni Settanta:

    “In Irlanda, nel corso dei secoli, abbiamo provato ogni formula: governo diretto, governo indiretto, genocidio, apartheid, parlamenti farsa, parlamenti veri, legge marziali, legge civili, colonizzazione, riforma della terra, divisione del paese. Niente di tutto ciò ha funzionato. L’unica soluzione che non abbiamo ancora provato è quella di un ritiro totale e incondizionato”.

    Spero che questo accada presto, e che l’Irlanda torni a essere una: come fu creata.

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