L’architettura del luogo è suggestiva ed interessante nei giorni normali, ma alla fine di giungo Bevagna, piccolo centro di circa 5.000 persone situato sulle colline umbre, veste i panni di un’altra epoca e ti regala un viaggio nel passato, un’immersione nell’età medievale che poche rievocazioni riescono veramente a offrire.
Il centro cambia volto, i segni della modernità vengono celati da teli e strutture che riportano la cittadina al periodo tra il 1250 e il 1350: è il Mercato delle Gaite. Botteghe, mura e torri che non esistono più sono ricostruite con tale cura per il dettaglio da non sembrare artificiali; i vecchi palazzi si aprono per ospitare il mobilio di un tempo lontano, piazze e vicoli diventano la ricercata scenografia di una messa in scena che sembra realtà.
La rievocazione si ispira alla vecchia divisione amministrativa di Bevagna in quattro quartieri, le gaite appunto: San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria. Tra loro la competizione è agguerrita: ognuna dà il meglio per riproporre spaccati di vita medievale nel modo più fedele, dall’architettura ai suppellettili, dagli abiti dei figuranti ai cibi cucinati secondo antiche ricette, dalle attività ai linguaggi. Ogni elemento rievoca il passato.
Quattro le sfide previste: dei mestieri, dei mercati, gastronomica e il tiro con l’arco. A giudicare un’equipe d’esperti di fama internazionale, oltre al gradimento del pubblico. Quest’anno, ad onor di cronaca, il Palio se l’è aggiudicato San Giovanni.
Per il visitatore, che se volesse può anche affittar abiti d’epoca, l’impatto visivo è notevole: si passeggia in viuzze strette per spuntare in piazzali ricreati con cura, dove l’invasività degli agi e dello sviluppo attuale sono nascosti per lasciar spazio a paglia, legno, candele, pecore, cavalli, galline, oche, muli, cinghiali, pietanze di una volta e ferraglia di cui l’uso è sconosciuto ai più.
Si passeggia tra le botteghe e si possono anche fare acquisti, dalle corde al sapone, dalla frutta al pane. E affinché il tutto risulti più vero, ci si può pure imbattere in scenette di vita di quotidiana, come la contrattazione del grano o la piazzata della moglie al marito ubriacone. E occhio al monaco che con fine arte oratoria cerca di redimere chi si avventura nel bordello. L’ignaro passante può facilmente esser chiamato in causa per dir la sua.
Il Mercato delle Gaite è tutta una scoperta e, perché no, fonte di arricchimento culturale: avventurandosi nelle botteghe dei mestieri si entra in contatto con le tradizioni e i segreti di professioni oggi completamente cambiate, se non del tutto scomparse. Ogni Gaita ricrea infatti un antico mestiere: il dipintore, il ceraista, il lautario, l’albergatore, lo speziale. Ci sono anche la cartiera e la zecca, tanto per citarne alcuni.
Son veri laboratori, allestiti come lo erano un tempo, in cui il figurante con dovizia di particolari e dimostrazioni pratiche illustra le fasi del lavoro. Nell’androne buio della zecca, dove si coniava il perosino, alla luce di candele vengono ad esempio fusi il rame e l’argento, una volta freddata la lega viene battuta, pesata, arrotondata e marchiata, proprio come accadeva nel 1300 nelle zecche periferiche autorizzate a produrre specifici tipi di denari.
Per appassionati di storia e amanti delle rievocazioni la manifestazione di Bevagna è sicuramente una tappa da non perdere. Il paese, con la sua affascinante struttura, ci mette del suo e la location è assai suggestiva; la cura per i dettagli poi rende la rievocazione di alto livello. Le pietanze proposte nelle taverne, inoltre, permettono di soddisfare dopo la vista e la curiosità anche il palato, che non guasta.
Peccato solo qualche tempo morto di troppo, quando dopo la pausa pranzo e al passaggio della giuria nelle gaite, il visitatore si trova a girovagare tra un quartiere e l’altro cercando di scovare il primo che riapra i battenti. Per fortuna il verde in riva al fiume offre momenti di relax a figuranti in pausa e pubblico in attesa.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




