Il blindato scivola lento per le strade di Belfast.
Dal portellone posteriore semi aperto, vedo la figura di un uomo in mimetica, giubbino antiproiettile, mitragliatore in mano. Gli occhi sono blu e attenti sulla gente che cammina lungo le vetrine del centro cittadino.
Lo fisso incredulo. I nostri sguardi si incrociano in un attimo infinito. Poi il veicolo svolta l’angolo e continua la sua perlustrazione.
Era il 1996, durante il mio primo viaggio in Irlanda del Nord. L’aria di Belfast era pesante: da lì all’accordo del Venerdì Santo (il Good Friday Agreement) per il cessate il fuoco tra nazionalisti e lealisti mancavano ancora due anni.
Oggi i “vecchi nemici” hanno dato vita a un governo di coalizione. Il soldato dagli occhi blu se ne è tornato a casa, in Inghilterra, insieme a 35 mila commilitoni. E quei blindati, le Land Rover e i Saracem, sono diventati l’ultima moda di una città che vuole rinascere.
I veicoli che portavano i militari all’assalto delle roccaforti cattoliche, che caricavano prigionieri legati e picchiati nel loro ventre d’acciaio, sono ora a disposizione di tutti. Per divertirsi.
Basta una semplice telefonata. E arrivano sotto a casa a prenderti. Dal portellone non escono militari in tenuta da guerra, ma signorine in mini gonna che ti accompagnano all’interno.
Ti siedi comodo dove una volta un ragazzo della tua età veniva ammanettato o magari sbattuto col viso tumefatto sul fondo del blindato.
Invece degli insulti pesanti degli inglesi, ascolti l’ultima compilation di hip hop. Invece dei loro sputi sprezzanti, bevi birra fresca. Invece di finire in caserma, e poi in galera senza processo, scivoli sulle vie della bella Belfast.
Col cellulare scatti foto da mostrare domani ai tuoi amici. E magari, se passi davanti a casa, chiami la mamma perché dalla porta a vetro possa vederti mentre cavalchi il terrore di ieri, lo sfregio della memoria di 4000 caduti oggi.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




