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Australia: l’eureka flag, la bandiera della protesta - foto : Eureka Flag - Foto tratta da Wikipedia
Eureka Flag - Foto tratta da Wikipedia

Australia: l’eureka flag, la bandiera della protesta

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Erano le undici del 3 Dicembre del 1854 e Peter Lalor, leader della Ballarat Reform League, giurò solennemente di fronte al capannello di minatori che si era raccolto nei pressi del Panificio Hill che, in nome della Croce del Sud, avrebbe lottato per i loro diritti e per le loro libertà.

In alto, mossa da un refolo di vento, la Eureka Flag emetteva il suo primo vagito. Secondo il Ballarat Times, quel vessillo mostrò immediatamente il suo fascino. Un fascino ancora oggi immutato e inscalfibile.

Ma quale fu la storia dell’Eureka Flag? Nel Dicembre del 1854 a Ballarat, nella regione australiana della Victoria, scoppiò una delle più cruente battaglie fra l’esercito regolare e un gruppo di minatori in rivolta per le recenti leggi sul digging gold (letteralmente: scavo d’oro) emesse dal governo.

La bandiera prese il nome Eureka perché nello scontro furono impegnati i minatori della Eureka Stockade, una delle più importanti industrie estrattive del tempo. In seta, la bandiera è blu e reca al centro una grande croce argentata; pur trattandosi di una bandiera di lotta, colpisce l’assoluta assenza di richiami “armati”: nessuna spada, cannone o fucile a fare bella di mostra di sé.

La leggenda vuole che il disegno sia nato dalla collaborazione tra il capitano Henry Ross, un anonimo minatore, un canadese espatriato e tre donne: Anastasia Withers, Anne Duca e Anastasia Hayes.
Le donne sarebbero infatti state impiegate dai tre per cercar di cucire in tempo per la grande manifestazione di Bakery Hill del 29 novembre 1854, quella che poi sarebbe stata la Eureka Flag.

Fu proprio durante la battaglia di Eureka Stockade che Henry Ross perse la vita, incredibilmente proprio nei pressi della bandiera stessa. Usciti sconfitti dalla lotta, i minatori dovettero subire anche l’onta della rappresaglia: l’Eureka Flag fu infatti abbattuta, calpestata, infilzata con sciabole e impallinata dalle truppe di Re Giovanni.

Il vessillo restò per circa mezzo secolo nelle mani della famiglia reale che ne impedì l’esposizione.
Solo nel 1895 la Ballart Fine Art Gallery ne entrò in possesso restituendo alla bandiera l’originaria visibilità. Tuttora il vessillo è custodito presso la Ballarat Gallery.

Probabilmente a causa della sua evocativa storia, l’Eureka Flag ha attualmente assurto ad un ruolo simbolico maggiore di quello che ebbe nel 1854. Numerosi sindacati e gruppi associati l’hanno infatti adottata e innumerevoli volte la si è vista sventolare durante ogni sorta di rivendicazione popolare.

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Diario d’acqua

"Diario d’acqua. Viaggio a nuoto attraverso la Gran Bretagna" di Roger Deakin - EDT, 2011

Un anno in otto ore

"Un anno in otto ore" di Dario Sorgato - Gruppo Albatros Il Filo, 2006



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