Non ci sono più dubbi: il vino è di moda. Si è passati dall’eresia alcolica di una “ombra” in una puzzolente osteria, alla degustazione sofisticata di uve in locali arredati in modo impeccabile.
Oggi è addirittura inflazionata la presenza del vino: in televisione, fra le pagine patinate delle riviste più lette, sui cataloghi dei tour operator. Esiste persino un turismo vinicolo. Fino a poco tempo fa, associare la parola vino a un luogo, non poteva che portarci o da noi in Italia o appena più in là, in casa dei nostri cugini transalpini.
Niente di più sbagliato: oggi la meta che va per la maggior è l’Argentina. Dall’altra parte dell’oceano infatti, si snoda uno dei più spettacolari e interessanti percorsi turistici a tema vino: la Ruta del Vino.
Ben duemila chilometri a scoprire province e regioni dell’Argentina vinicola, il tutto condito dall’accoglienza unica di un paio di migliaia di cantine, molte delle quali attrezzate per ospitare un sempre crescente numero di turisti.
La regione del Cuyo, con le province di Mendoza, San Juan e San Luis, sono l’asse portante di questo caratteristico circuito turistico. D’altronde non poteva essere altrimenti, visto che Mendoza riesce a produrre, da sola, oltre l’80 per cento della totalità del vino argentino e il suo territorio è per 150 mila ettari invaso da vigneti.
Altre rilevanti località della Ruta sono: Cordoba, perla della regione centrale della Pampa; Catamarca, Jujuy, La Rioja, Salta e Buenos Aires, tutte disseminate a Nord-Ovest, nella regione andina; per finire, a Sud, nelle provincie di Río Negro e Neuquén, in Patagonia.
La carta turismo-vino è stata una delle più riuscite operazioni messe in atto dal paese sudamericano negli ultimi anni, anche se in realtà, parlare di scommessa sembra azzardato visto che l’Argentina è il più grande produttore di vino in Sud America e il quinto al mondo.
Il dato di due anni fa, secondo cui ben un milione di turisti hanno viaggiato lungo la Strada del Vino, ha dato poi la stura al fenomeno turistico-enologico: più 45 per cento nel solo 2006.
Anche se è vero che l’influenza della crisi economica del 2002 e la relativa svalutazione hanno avuto un peso non indifferente nell’attrarre numerosi turisti internazionali pronti a godere di un favorevolissimo rapporto qualità-prezzo, c’è da sottolineare come siano poi state tantissime le aziende vinicole che, visto il trend positivo, hanno cominciato a investire sia assumendo personale dedicato, sia organizzando eventi artistici di rilievo.
Tornando al vino, la tipologia che la fa da padrone lungo tutta la Ruta è senza dubbio il Malbec, mentre altre varietà di rilievo sono la Bonarda e il Torrontés.
Due consigli a chi si apprestasse a degustare questo viaggio del palato e della vista: primo, se siete astemi, niente paura, la bellezza dei luoghi varrà da sola la pena; secondo, se siete dei buoni bicchieri, attenzione alle curve.





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