Storie
Il mausoleo di Alicarnasso in una raffigurazione © Wikipedia
Alicarnasso, un amore perduto
Ci sono termini della lingua italiana che sono strani. Piccole porzioni del nostro idioma che per qualche motivo suonano affascinanti e misteriose: la parola “mausoleo” è una di queste. Il significato di questo termine, che a ben ascoltarne la cadenza pare onomatopeica, è di sepolcro grandioso, costruzione funeraria dalle grandi proporzioni.
Molti sono i mausolei edificati per i grandi che hanno lasciato la terra in momenti in cui parte dell’umanità voleva ricordarne la magnificenza e la gloria.
Mi viene in mente il mausoleo di Lenin. O quello di Ho Chi Min. Grandi tombe per grandi uomini politici. Ma anche tombe favolose per amori straordinari: il Taj Mahal, nel nord dell’India ne è un esempio supremo.
Ma dove viene il termine “mausoleo”? Il suo suono vagamente onomatopeico, lo strano sposalizio linguistico tra le due vocali “a” e “u” che pare volutamente allungarne la cadenza per designare meglio le proporzioni grandiose del contenuto evocato, sono del tutto casuali.
Infatti la parola deriva da Mausolo, principe, o meglio detto, satrapo di Persia e governatore della Caria, ad Alicarnasso, l’attuale Bodrum nell’attuale Turchia.
Mausolo era fratello e, al medesimo tempo, marito di Artemisia, regina della stessa Caria alla morte di Mausolo, avvenuta nel 353 o 352 a.C. A pensare ad un fratello marito, la nostra mente occidentale del 2000 inorridisce. Impossibile, per noi, credere che i due si amassero sul serio.
Eppure Artemisia amò profondamente il marito. O, forse, amò il fratello, di quell’amore che può unire per la vita persone dello stesso sangue, al di là, chissà, del sesso e della passione.
Alla morte di Mausolo, Artemisia, affranta da un dolore senza possibilità di recupero, preparò una bevanda con le ceneri del marito, affinchè il corpo del defunto rimanesse nel suo per sempre. “In circolo”, perché l’amore è una droga.
E fece costruire una sepoltura talmente monumentale, che da quel momento ogni edificio consacrato a ricordare persone fuori dal comune si chiamerà appunto “mausoleo”.
Così imponente e così bello da rientrare nella lista delle sette meraviglie del mondo antico, di cui oggi non conserviamo più nulla a causa degli interventi volutamente maldestri dei crociati, i quali distruggeranno completamente il mausoleo di Alicarnasso nel XV secolo.
Tre uomini in bicicletta
"Tre uomini in bicicletta" di Paolo Rumiz, Francesco Altan - Feltrinelli, 2002





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