« Babilonia, i giardini perduti La statua di Zeus, meraviglia [...] »


Alfred Eisenstaedt, viaggio in bianco e nero

di

stampa stampa

Recentemente ho conosciuto Alfred Eisenstaedt. Ci siamo incontrati in una piccola “Fiera del Libro” pugliese. Invisibile agli sguardi dei presenti, non mi è stato difficile notarlo. Aveva i colori ingialliti dal tempo. Aveva parole fatte d’immagini. Raccontava di un mondo diverso da quello quotidianamente vissuto. In una manciata di minuti ho compiuto un viaggio in bianco e nero, attraversando epoche e paesi lontani.

«Quello che importa è che sia sentito e sia vostro; nessun altro può realizzarlo per voi», scrive Sam Abell a proposito della fotografia. Alfred Eisenstaedt si mostra nei suoi scatti. Qui l’anima appare senza veli. Rapita dalle istantanee, non mi accorgo della curiosità di alcuni visitatori, che aspettano il loro turno per poter prendere il libro. Sì. Perché Eisenstaedt l’ho conosciuto in un libro. Nato a Dirschau (allora in Germania, oggi in Polonia) nel 1898, morì nel Massachussets nel 1995.

Decido di acquistare il volume. «Mi attende un’ora di treno», penso, «potrò sfogliarlo con calma». In effetti, essendo tardi, il treno è quasi vuoto. Mi immergo nella raccolta di fotografie che ho tra le mani, stupita dalla freschezza e dalla spontaneità dei personaggi “ritratti”. Pare che Eisenstaedt usasse la macchina fotografica come un pennello. Dipingeva i soggetti che ricadevano sotto la sua attenzione cogliendoli nella loro più profonda espressività.

Aveva appena tredici anni quando cominciò a scattare fotografie con una Kodak ricevuta in regalo. La sua carriera di fotografo freelance per riviste e quotidiani fu inaugurata dall’immagine di una tennista. Dopo aver lavorato per un’azienda di Berlino come venditore di cinture e bottoni, Eisenstaedt decise di dedicarsi completamente alla passione che lo contraddistinse, trasformandola, nel 1929, in una professione. La sua professione.

Nel primo reportage fotografico immortalò l’istante in cui Thomas Mann ricevette il Premio Nobel per la Letteratura (1929). Nei suoi scatti, un incontro fra Adolf Hitler e Benito Mussolini in Italia. Realizzò anche un reportage sulla guerra tra Italia ed Etiopia.

Nel 1935, Eisenstaedt emigrò negli Stati Uniti, dove visse a Jackson Heights nel Queens (New York). Qui lavorò, dal 1936 al 1972, per la rivista «Life». Per cinquant’anni consecutivi, trascorse le vacanze estive nell’isola di Martha’s Vineyard (Stati Uniti). Ma la professione lo portò anche nelle Isole Galapagos.

Una vita che si potrebbe definire romanzesca per un uomo che ha creduto nella sua passione fino in fondo. L’immagine più nota di Eisenstaedt è intitolata “Il giorno della vittoria” (14 agosto 1945) e rappresenta il bacio appassionato di un marinaio e di una giovane donna a Times Square.

Le fotografie scorrono davanti ai miei occhi come il treno sulle rotaie. La loro bellezza rapisce. La capacità di Eisenstaedt è davvero stupefacente. Un’arte che si può imparare solo in parte. Come fa un uomo a ricreare la realtà con uno strumento umano? Eisenstaedt ci riesce. Usando la spontaneità di un bambino e l’originalità di un artista.

stampa stampa
LIBRI

Kitchen Confidential

"Kitchen Confidential" di Antony Bourdain - Feltrinelli Traveller, 2002

In vacanza con 80 dollari

"Zio Paperone in vacanza con 80 dollari" di Staff di IF - Mondadori, 1986



comment Lascia un commento a "Alfred Eisenstaedt, viaggio in bianco e nero"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Viaggi

Slittata a cavallo in Val Passiria
di

Slittata a cavallo in Val Passiria - foto : Valle Lazins, slitta con cavalli © Luca Ferrari

Viaggio nel bianco delle montagne bolzanine. Dentro il bosco traboccante di neve intorno a Plan. Costeggiando le gelide acque del torrente Pfelderer Bach, fino a raggiungere la malga Lazins (1782 m s.l.m.).

Storie

A Salemi il sogno newyorkese
di

A Salemi il sogno newyorkese - foto : La vecchia vetrina del negozio - foto tratta da filmmakermagazine.com

Kim’s video, la mecca per ogni appassionato americano di film introvabili dopo venti anni chiude i battenti. A raccogliere la sua eredità ci pensa il paese siciliano. Una storia tutta di passione.

Storie

Harlem in via d’estinzione
di

Harlem in via d’estinzione - foto : Streets of Harlem USA © CarbonNYC

Il Mercato che tenta di risolvere o spazzare via la povertà. Ricetta oramai datata, forse anche di scarsa efficacia, che però non ferma le intenzioni del sindaco di New York, Michael Bloomberg. Il suo progetto è granitico e assolutamente chiaro: trasformare Harlem da storico ghetto della Grande Mela a polo commerciale della città. Parlando di [...]






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter