Adesso tocca al Darfur e alla Repubblica Centrafricana. Emergency continua il suo lavoro umanitario-sanitario nel cuore dell’Africa. Dopo aver inaugurato lo scorso maggio l’ospedale cardiochirurgico “Salam” nella capitale del Sudan, da qualche tempo l’ONG italiana ha gettato le basi per due nuovi progetti.
A Nayala, capitale del Sud Darfur, inizieranno a breve i lavori per un Centro pediatrico e cardiologico che assisterà i bambini che vivono in città o nei numerosi campi profughi che la circondano. Non solo, la futura struttura potrà anche fungere da centro di riferimento cardiologico per l’intera regione del Darfur.
A parlarci dell’alta struttura, direttamente da Bangui, capitale della RCF (nazione questa con uno degli indici di sviluppo umano più bassi del mondo), l’architetto triestino Raul Pantaleo, già dietro il progetto del centro Salam.
Sig. Pantaleo, qual è stato il suo primo impatto con questa nuova realtà africana? Estremamente positivo. Bangui è una città molto ospitale e bella pur essendo la capitale di uno dei paesi più poveri del pianeta. L’accoglienza da parte dei locali è straordinaria anche in termini di efficienza e velocità.
Lei è stato uno degli architetti che hanno progettato il Centro Salam. È presto per dire se sarà utilizzata la stessa linea (pannelli solari, recupero delle tecniche locali, etc.)? Stiamo cercando di affrontare i progetti delle cliniche satellite con la stessa attenzione nei confronti dei problemi ambientali con cui abbiamo affrontato il progetto del Salam. Ovviamente di volta in volta si valutano quali possono essere le azioni più opportune da intraprendere in funzione delle disponibilità che troviamo sul luogo.
Lei ha realizzato un libro/diario di cantiere sul suo lavoro per l’ospedale Salam i cui proventi vanno tutti ad Emergency. Ha in programma un lavoro simile anche della nuova struttura? Sì, ci sto lavorando, anche se più che un diario di cantiere sarà un percorso di approfondimento sul tema della modernità.
Ha già fatto una stima (a grandi linee) del tempo necessario per la costruzione del nuovo centro pediatrico e cardiologico? Circa sette mesi dall’inizio lavori.
“Dammi una ragione per credere che, un vento di speranza il pregiudizio spazzerà/ il bianco il nero il nostro braccio legherà, questa è l’unica arma contro la povertà”. È maestra la frase tratta dalla canzone “Attenti all’uomo bianco” della band friulana Makako jump, il cui videoclip è stato realizzato grazie anche alle immagini realizzate dall’architetto-operatore umanitario, durante le sue tante missioni in Sudan.
“Penso che l’impatto culturale oltre che sanitario che avrà il progetto Salam sia ancora tutto da comprendere” ha concluso Pantaleo, “ma a mio avviso sarà enorme soprattutto perché porta un modello di cooperazione completamente diverso ed innovativo che parte dalla qualità e dall’eccellenza”.





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