Gentile Direttore,
ho visto che il suo giornale ha dato molto spazio al Circo e agli eventi a esso collegati. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa del Circo in generale e dell’uso che ancora oggi si fa degli animali in questi spettacoli.
Grazie per la sua cortese risposta.
Franco Beltram
Gentile Franco,
amo il Circo sin da piccolo, quando aspettavo impaziente di veder sfilare tra le vie del mio paese i suoi protagonisti colorati con i carrozzoni variopinti. Per me, da allora, il circo è divenuto sinonimo di viaggio: chilometri e chilometri ad attraversare nazioni per portare attimi di allegria. Ma anche cultura.
Seduto vicino alla pista rimanevo estasiato dal volo di acrobati e saltimbanchi. Perché nei piccoli spettacoli cui assistevo io non c’erano animali. E non ce ne dovrebbero essere mai.
Non mi piace l’idea che siano costretti a lavorare e a vivere in un luogo a loro innaturale. E’ lo stesso motivo per cui non vado e non porto mio figlio allo zoo: queste creature devono essere libere e non imprigionate dietro sbarre d’acciaio per il diletto dell’uomo.
a.le.


A passeggio lungo la Bahnhofstrasse. Tra luci e bancarelle, le fredde acque del Limmat a fianco, con il candido panorama dei Monti Zürichberg e Käferberg, insieme a Babbo Natale e un simpatico ciuco.