La terra di Gippsland ci accompagna lungo il tragitto con i suoi paesaggi di mulini a vento e di laghi. La parte più sorprendente è quella orientale, nel parco che si estende da Cape Conran a Marlo. Qui, le Snowy Mountains incontrano il mare, creando strette e anfratti di acque limpide racchiuse da ali di terra. French Narrows, una tappa indimenticabile.
Ma il ticchettio d’orologio non smette di ricordare che il promontorio è ancora lontano. Questo è il prezzo che si paga con la south coast per gli scenari di cui ci si innamora. La meta è ancora da raggiungere e il bagaglio di ricordi è già colmo.
Wilsons Promontory, ex covo di balenieri, è parco nazionale dal 1889, a un giro di secolo esatto dallo sbarco di Sir George Bass che lo intitolò a un amico londinese, Sir Wilsons: una necessità di tutela con cui si conviene dal primo sguardo. Se mai ci potesse essere un “tuttavia” nell’incanto di questo posto, sarebbe nello sfortunato segno degli incendi. Il fuoco ha marchiato quasi ovunque gli alberi del Victoria, coprendo i boschi di cicatrici, anche qui sul Promontorio.
C’è una sola area recettiva totalmente attrezzata, quella di Tidal River. Un fiume dalle acque color dell’ambra, scure da sembrare rubine da una certa distanza. Mentre tutt’intorno è circondato da conifere che ricordano uno scorcio di Canada. Con la differenza che sono pappagalli, wombats e opossum a farla da padroni.
Il promontorio si visita a piedi, passeggiando o facendo trekking sulle cime delle montagne. Il Monte Oberon, risalibile in meno di tre ore, sembra elevarsi ad arte per consentire di godere della vista. Acque turchesi cui non ci si abitua e calette impossibili da raggiungere allo sguardo e al passo, cosa che le rende ancora più affascinanti.
Uno sguardo alla mappa: un nome attira su tutte le possibili direzioni che un cammino può prendere sul promontorio. Più ancora del faro che scopriremo datare 1859 e in cui si può dormire, Squeeky Beach è una meta urgente. Il suo nome significa “suono della sabbia solcata dal piede”.
Mentre si percorre il sentiero indicato, nel fitto di una vegetazione scura e umida, la spiaggia si fa annunciare da un bagliore chiaro: l’acqua di un rivolo gelido che a poco a poco si ingrossa fino alla sua foce d’argento. Una vista unica, chiusa a cornice da rocce tonde e amaranto.
Qui si riconosce la traccia aborigena, qui la vera Australia: nei colori delle rocce del Promontorio rivive la storia di una cultura millenaria che ha nei toni caldi dell’arancione, del giallo, del rosso e dell’ambra di Tidal River la sua vitalità; ma qui è anche la sua condanna, nei percorsi segnalati dai cartelli, nell’etichetta di Parco Nazionale e di riserva





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Complimenti,
è decisamente accattivante..Sembra di esserci nel luogo che descrivi e viene voglia di esserci..
La tecnica, poi, mi piace, è molto attenta e curata; didattica, se in questo modo riesco ad esprimere l’idea che ci sia una scuola, uno studio, dietro di essa.
Walter!!
Ti ringrazio di cuore, ma i complimenti vanno tutti al Promontorio che ne ha di storie da raccontare. E’ una meta che consiglio, soprattutto ora che le temperature si stanno alzando. Squeeky Beach è davvero qualcosa di unico.
Marina
continua a farci sognare!!!BRAVA!!!