Sembra che il tempo si fermi lungo queste colline. Immense distese di verde si affacciano ai miei occhi, ansiosi di scoprirne ogni variazione di luce. La mano dell’uomo la vedi solo in un vecchio rudere e le pecore macchiate di blu. Oltre questo, l’erba e la quiete che vaga indisturbata.
La terra delle White Cliffs affascina da sempre, forse per i suoi scenari incontaminati o per gli infiniti spazi aperti. Percorrendo il sentiero dei Downs del sud si ha la sensazione di non essere su questo pianeta, ma chissà dove. Poi mi volto verso sud e vedo il mare riconosco il volto dell’orizzonte, mi sembra di poterlo superare.
Tanti sono stati colpiti dall’incanto di questa terra, si sono lasciati andare, come me, alla contemplazione. Virginia Woolf in una lettera inviata a Vanessa Bell, scrive: “Penso che passeggiare è un gran sollievo. Chi sostiene, in questo giorno noioso, la mia mente? Bene, i Downs e il fiume Ouse a dispetto dell’uomo che ha colpito me stessa e la pecora che porta sulla schiena”.
Quando scelsi di venire in Inghilterra non sapevo cosa mi aspettava, ne quale strada il destino avesse scelto per me, solo ora mi rendo conto di quanto sono stata fortunata. E’ bello percorrere ogni mattina questo sentiero aiuta distendersi. Mi e’piaciuto anche scoprire che gli inglesi non sono così freddi come si dice.
Una domenica mattina, era caldo e il sole libero da nuvole, sono scesa di casa e ho percorso il viale alberato fino al centro, voltandomi di tanto in tanto a guardare i cottage che sono di strada, poi dal centro alla spiaggia di sassi, l’ho attraversata fino alla riva, dove due o tre pescatori erano con le loro canne ad aspettare. Tornata sulla strada ho guardato le mie scarpe, erano bianche, a causa del gesso.
Alla mia destra la linea della costa fino a Brighton dove, alla punta ricominciava il promontorio di scogliera che finiva alla mia sinistra le White Cliffs guardavano il mare. Ho iniziato a scattare alcune foto con la mia digitale, le devo tanto, incamminandomi verso questo gigante e vedendo il sentiero sopra di esso. Alcuni ragazzi, attrezzati con zaini e bastone, lo stavano già percorrendo, altri erano fermi a fare foto.
La strada era dura, in alcuni punti camminavo a fatica, ma la voglia di raggiungere la cima ne sviava il pensiero. Da sopra si vedeva tutto il paese e di più, di fronte il mare, che vicino la scogliera e’ sul biancastro, poi diventa del suo celeste naturale, dietro il verde e alcuni uomini che giocavano a golf.
Dall’alto c’era un bel panorama ma non era quello che stavo cercando. Poi il lontananza, ad est scorgo del biancore cerco di raggiungerlo, continuo a camminare, con passo spedito perché la strada era lunga, alzo il volto e i miei occhi si posano su uno scenario incantevole, la scogliera delle Seven Sister.
Ciò che rende cosi incantevole e magico questo posto, il cuore, non è l’area delle colline ma dove loro incontrano il mare per aggiungere alla loro magnificenza le White Cliffs come confine dell’Inghilterra.





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Brava Laura!
Ci hai fatto emozionare:la sensazione era quella di cammniare con te lungo i sentieri che hai descritto…l’importante è che torni nel tuo “nido” di Milano Marittima, dove ti aspettiamo a braccia aperte e siamo sicuri di ritrovarti più serena dei mesi scorsi!
Con affetto
Natascia e Fabiola