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Villa Panza, scrigno d’arte contemporanea

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La città di Varese non è certo famosa quale meta turistica di importanza strategica.

Malgrado ciò, esistono senza dubbio numerosi “tesori” da scoprire e visitare, spesso sconosciuti perfino agli stessi abitanti. Uno di questi è Villa Panza e la sua collezione di arte contemporanea.

Situata nella frazione di Biumo, a pochi minuti dal centro città, Villa Panza è una delle tante proprietà che il FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano ha salvato dalla rovina nei meandri della penisola.

La costruzione risale al Seicento, quando venne costruito il primo nucleo di edifici. Nei secoli la proprietà passò attraverso proprietari diversi, i quali apportarono numerose trasformazioni all’impianto originario della villa.

Ne sono prova la modifica degli ambienti interni per ottenere un ampio salone in stile neoclassico ed il giardino “all’inglese”, oltre ad incrementi nelle dimensioni del già immenso parco.

Nel 1931 venne acquistata dal conte Ernesto Panza di Biumo. Alla morte del conte, la villa venne ereditata dai quattro figli.

Uno di essi, il conte Giuseppe, famoso ed apprezzato come uno dei maggiori (perlomeno a livello nazionale ed europeo) collezionisti di arte contemporanea, iniziò a “riempire” la villa con le opere che acquistava nei quattro angoli del globo.

Interessato all’espressionismo astratto americano, alla pop-art, al minimalismo, il conte diede pure prova di una tendenza all’innovazione e un’apertura mentale non comuni per l’epoca.

Egli coinvolse diversi artisti in prima persona, invitandoli a soggiornare a Villa Panza.

Non è dato sapere se Giuseppe Panza fu il primo ad utilizzare questo interessante metodo di “reclutamento”, sicuramente fu un innovatore.

Con il diretto coinvolgimento degli artisti vennero riadattati i locali delle scuderie, collocando grandi installazioni ed opere ambientali.

James Turrell e Robert Irwin, leaders del movimento “environmental art” di Los Angeles, lavorarono facendo largo uso degli elementi a loro congegnali.

Luce, spazio, percezione si fondono così perfettamente negli ambienti messi a disposizione da Giuseppe Panza, contribuendo alla creazione di un’esperienza davvero unica.

Non meno interessante il lavoro di Dan Flavin, artista minimalista ed autore di installazioni realizzate mediante l’utilizzo di comuni lampade al neon.

I colori delle lampade di Flavin annullano le ombre naturali, dando vita a quadri tridimensionali nei quali perdersi piacevolmente.

La Collezione Panza, ricca di oltre centocinquanta opere d’arte moderna, è universalmente riconosciuta il tutto il mondo, ponendosi, di fatto, come una delle migliori dimostrazioni culturali del secolo precedente.

Un rigoglioso parco di oltre 33.000 metri quadrati fa da cornice alla villa, accontentando non soltanto i cultori dell’arte, ma anche gli appassionati del verde.

La fortunata posizione, a pochi passi dal centro cittadino, enfatizzano la bellezza del parco, vera e propria oasi nella quale trovare rifugio dal caos urbano.

L’originale disposizione “all’italiana” fu trasformata in diversi passaggi in base ai principi del paesaggismo inglese.

Fontane e specchi d’acqua si fondono con aiuole e spazi verdi creando, con grotte e laghetti, atmosfere decisamente romantiche.

La villa è visitabile da febbraio alla metà del mese di dicembre, dalle 10 alle 18, tutti i giorni tranne lunedì. Il biglietto costa otto euro per gli adulti, tre per i bambini fino a 12 anni.

Si tratta forse di una tariffa non proprio popolare, specie di questi tempi, ma al termine della visita la soddisfazione ripagherà la spesa.

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"Tanti viaggi" di Vittorio Orsenigo - Archinto, 2011

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"La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani - Longanesi, 2006



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