Piove, ma la pioggia è sottile. Quasi impercettibile. Il cielo sembra voler piangere la sua tristezza. Le finestre chiuse come occhi addormentati parlano di una pigrizia voluta dal tempo. Dall’inaspettato pianto delle nuvole, il mio stato d’animo riflette quest’atmosfera grigia. La giornata trascorrerà monotona, identica a tutte le altre. Aspetto lo squillo del telefono ed una voce che mi dica: «Oggi non si fa più niente!».
Avevamo organizzato una giornata all’aria aperta, pranzo a sacco, passeggiate, musica e parole spensierate. Dietro i vetri della finestra continuo a sperare che questa sia solo una nuvola passeggera. E invece la pioggia sottile si trasforma in rumorosi e fastidiosi goccioloni. Il meteo l’aveva previsto.
Ma lo zaino è già pronto e anche io. Non voglio rinunciare a questa giornata diversa dalle altre. Ecco il telefono: «Hai visto che tempo? Che facciamo? Alla foresta non si può più andare. Mettiamoci in macchina e partiamo. Vedo cosa ne pensano gli altri».
Mettersi in macchina e partire. All’avventura. Contro l’acqua del cielo. Verso il mare. L’idea mi piace. E anche agli altri. I viaggi improvvisati verso mete non troppo distanti sono sempre i migliori. L’improvvisazione stessa è bellezza. Stupore.
«Dove andiamo?» «A Margherita di Savoia non ci siamo mai stati, dicono che il posto sia insolito. Poi, magari, nel pomeriggio facciamo un salto a Barletta e a Castel del Monte, tanto sono tutti posti vicini!».
Si parte. L’entusiasmo è trasparente come i vetri bagnati delle macchine. Un’ora e mezza ci separa dalle saline di Margherita di Savoia. Ma il tempo passa in fretta quando si viaggia in compagnia. Una volta arriati, il panorama ci appare come una spugna imbevuta d’acqua. Le saline sono immense, qualcuna ha un colore rossastro. Somigliano ai frammenti di uno specchio.
Vorremmo intravedere almeno uno dei fenicotteri rosa che vivono qui, ma non siamo fortunati. In compenso facciamo un giro in città e scattiamo qualche foto alla Torre delle Saline, che risale al 1538 e che ospita anche la Pinacoteca d’Arte Contemporanea Francesco Galante Civera.
Pranziamo in macchina. La pioggia si fa insistente. Parcheggiamo di fronte al mare ed il panorama c’incanta. Ripartiamo per Barletta, conosciuta come la città della Disfida a causa di un duello, svoltosi nel 1503, tra tredici cavalieri italiani e tredici cavalieri francesi, con vittoria dei nostri connazionali.
L’imponente castello, costruito in epoca normanna (XII secolo), è circondato dal verde intenso di un grande giardino, in cui è possibile vedere da vicino due cannoni. Castel del Monte e l’atmosfera che si respira al suo interno è qualcosa di indescrivibile. La Storia racconta che questo edificio sia stato fatto costruire da Federico II di Svevia.
Poi si fa sera e ci dispiace rientrare. Durante il tragitto facciamo una sosta a Giovinazzo per rivedere il mare. In cielo appare qualche stella. Non piove più. Ma senza la pioggia non avremmo fatto questa piacevole pazzia.





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Complimenti per l’articolo!
Non avrei mai pensato di leggere un articolo su Margherita di Savoia.
Ho vissuto lì per molti anni e la cosa che più mi manca è sicuramente il mare.
Si, le Saline sono immense. Il colore rosa, il silenzio e l’odore. Come non rimanere affascinati!
Ciao Stefania, grazie per l’attenzione dedicata a il reporter.
Spesso mi capita di scrivere qualcosa sui posti che visito, anche quelli molto vicini alla mia città, Altamura… non necessariamente articoli, anche pagine che tengo per me… emozioni, sensazioni, piccoli appunti. Qualche volta viene fuori un articolo, come in questo caso, soprattutto quando qualche posto mi colpisce particolarmente… a Margherita di Savoia si respira un’aria particolare, insolita, io la chiamo l’aria del Gargano… e mi ritengo fortunata perchè quest’aria non è tanto lontana da casa mia. Se il mare ti manca, vivilo nei ricordi, e quando puoi, corri a vederlo, a me capita di fare così… ti abbraccio. Anna Maria