Le sfingi del Salone del Cavallo Arabo. Un piccolo museo di carrozze d’epoca da passeggiata, caccia, lunghi viaggi o rappresentanza. La ruvida attenzione dei maniscalchi. Le acrobazie in pedana. I muli nella doppia veste, di portatori di legna e di giovanissimi cavalieri. Il folclore, e i sapori legati al mondo selvaggio. Piccole immagini della 112° edizione della fiera equina (4-7 novembre 2010) organizzata da Verona Fiere.
Qualcosa mi ha sempre affascinato di quell’animale. Fin da piccolo. Nel corso degli anni di vita, quando mi capitava di udire un nitrito, sentivo qualcosa ma non ne comprendevo mai il significato. Come se fosse un’altra lingua con un codice nascosto. Più tardi ci furono le pagine de L’uomo che sussurrava ai cavalli (1995), il best seller di Nicholas Evans, e soprattutto la storia autobiografica di Monty Roberts (cui s’ispirò lo scrittore inglese per il suo romanzo), addestratore di cavalli e pioniere nel rivoluzionario modo di addestrare gli animali basato sulla loro comunicazione.
Così, giorno dopo giorno, passando anche per l’animazione targata Dreamworks, si è forgiata dentro di me una propensione naturale alla vicinanza di questo animale. E non c’è luogo che abbia visitato, dai pascoli alpini alle colline toscane o calabresi, dalle praterie gallesi agli infiniti spazi nord-americani, dove la vista di un cavallo non mi abbia fatto sobbalzare. E fermare. E avvicinarmi, per dirgli qualcosa.
Parole universali a quanto sembra. A Fieracavalli sventola sempre più la bandiera globale. Insieme ai tradizionali padiglioni dedicati alle razze più importanti provenienti dall’Europa e dal resto del mondo, è stato registrato un incremento di espositori stranieri. Oltre a un implemento dellle storiche presenze commerciali dall’Europa, in particolare da Francia, Germania, Inghilterra e Irlanda, la fiera patavina si è arricchita di nuove partecipazioni da Austria, Svizzera, Ungheria e Slovenia.
Nel padiglione 8 inoltre, è stata realizzata per la prima volta un’area dedicata al Sud America, con il primo Concorso Europeo di Cavallo Criollo e questa è stata la giusta occasione anche per festeggiare il Bicentenario della Repubblica Argentina con momenti di folklore, spettacoli e tradizioni locali. Molte le iniziative nel segno della cooperazione, dall’accordo con l’NBHA, fino al marketing territoriale presentato alle delegazioni balcaniche.
Difficile pensare a un simile evento senza l’euforica presenza dei più piccoli, accorsi sempre più numerosi. I bambini scalpitano, quasi più di stalloni e destrieri. Alcuni corrono in mezzo alla folla. Altri, ancora troppo piccoli sgambettano in braccia al mamma, bramosi di vedere, scoprire e toccare. Per loro (e non solo) è il momento più atteso. Quando la loro manina si avvicina alla criniera di un soffice ciuco, o di un imponente cavallo. Gli carezzano il muso, con tanto di continuata e gioiosa espressione sui loro visetti.
Nella gigantesca area di Verona Fiere tutti si scoprono un po’ cow-boy e cow-woman, e grazie anche ai numerosissimi stand dedicati al merchandising e a tutto quello che riguarda il mondo equino, dal mangime alle selle, etc, è un viavai di stivali e cappelli, il tutto contornato, in particolar modo nell’area scoperta tra i padiglioni 8 e 10, da stand dove si cucina alla brace maiale e manzo, a prezzi nemmeno troppo esosi.
Senza accorgermene, sono passate ore, e mentre molti dei miei sensi sono impegnati nel posizionare nella sezione “immortalità” del mio cervello quanto provato, una biga romana, preceduta da ancelle e matrone, e seguita da soldati e gladiatori, irrompe tra le strade di Verona Fiere, tramutando la fiera veronese in un set cinematografico ridleyscottiano. Al mio segnale, scatenate il vostro stupore.





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fantastica fiera la mia prima è stata emozionante ..a volte molto piu di tante altre cose
ciao Anna Maria, concordo con te. Per me è già la terza Fieracavalli, ma è sempre una grande emozione trovarsi in un questo mondo equino…ciao ciao