Situata nelle Alpi Lepontine, la Valle Vigezzo si caratterizza per la dolce morfologia del suo altopiano di origine glaciale, nel quale trovano sollievo i numerosi turisti che decidono di fermarsi, anche soltanto per qualche giorno.
Conosciuta anche come “valle dei pittori”, sia per la storica presenza di ritrattisti e paesaggisti, sia per la bellezza del suo panorama, il quale, spaziando dal verde intenso dei boschi alla bruna tonalità delle rocce, va a formare un’ideale tavolozza di colori.
Il paesaggio, tutt’ora incontaminato, nonostante l’avanzare del moderno, rende unica l’atmosfera della valle. Persino le nuove costruzioni sembrano integrarsi piacevolmente negli storici borghi che compongono la valle.
La quale è formata da sette comuni, cui vanno aggiunte diverse frazioni, talvolta minuscole: Druogno, Santa Maria Maggiore, Malesco, Craveggia, Villette, Toceno e Re.
Da sempre centro amministrativo e culturale della valle, Santa Maria Maggiore si potrebbe definire la “capitale” della Valle Vigezzo. A differenza degli altri comuni (se si esclude Druogno), Santa Maria Maggiore presenta la peculiare caratteristica del territorio pianeggiante, il che ne ha favorito lo sviluppo urbanistico e turistico.
L’offerta è, in effetti, di prim’ordine: piscine all’aperto, campi da beach volley, da tennis, da calcio, possibilità di praticare equitazione e parapendio sono soltanto alcune delle numerose opportunità per chi desidera una vacanza dinamica e all’aria aperta.
I più anziani apprezzeranno anche gli immancabili tornei di bocce, dove non manca mai, oltre allo spirito agonistico, un buon bicchiere di vino rosso.
Da percorrere pure la nuova pista ciclabile, la quale permette di attraversare tutta la valle.
A Santa Maria Maggiore si trova la “Scuola di belle arti Rossetti Valentini”, fondata nell’800 dal pittore omonimo, per insegnare gratuitamente disegno e pittura ai giovani della valle.
La peculiarità della valle Vigezzo deve essere ricercata nella sua storia. Il fenomeno dell’emigrazione è stato, qui come altrove, decisamente marcato, tuttavia si è trattato di un’emigrazione “anomala”.
Coloro che lasciavano il paese in cerca di fortuna, infatti, praticavano professioni svincolate dall’economia di sussistenza tipica delle zone alpine. Si trattava soprattutto di spazzacamini, fumisti e pittori.
Tra i numerosi “vigezzini” che lasciarono la Valle, Giovanni Paolo Feminis è senza dubbio il più celebre, malgrado siano in pochi coloro i quali ne conoscono le gesta. Emigrato in Germania, da Magonza si trasferì a Colonia, dove aprì una distilleria. Tra i numerosi profumi, Feminis mise in commercio una straordinaria “aqua mirabilis”, conosciuta come “acqua di Colonia”.
Attualmente l’acqua di Colonia è prodotta, sempre in Germania, dall’ottava generazione della famiglia. Chi volesse acquistarne una boccetta, può comunque optare per la versione“classica”, la quale viene invece prodotta in valle.
Buona parte dell’economia della Valle Vigezzo, nonostante i numerosi addetti del settore turistico, è tutt’ora basata su una sorta di emigrazione, il cosiddetto “frontalierato”. Un’alta percentuale della popolazione, infatti, lavora nella vicina Svizzera, occupando perlopiù impieghi di manovalanza.
Negli ultimi anni c’è stata però un’inversione di tendenza. La scolarizzazione è andata innalzandosi progressivamente, e non è raro trovare giovani vigezzini iscritti alle facoltà universitarie lombarde e piemontesi.
Il futuro della valle non si giocherà tuttavia su titoli di studio pressoché “inutilizzabili” in loco. Qui non esistono industrie, il terziario è appena accennato e l’unico settore in espansione è il turismo, il quale si lega indissolubilmente a diverse professioni, vincolate ai prodotti tipici e all’artigianato locale.
I prossimi anni saranno cruciali per potenziare i settori tipici dell’accoglienza, e la lungimiranza delle amministrazioni sarà fondamentale per la prosperità della valle.





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