L’atmosfera è intrisa di iodio, la risacca si infrange contro la salinità della riva. Il sole è cocente e brillante, inaridisce la pelle e secca la gola. Il paesaggio è affascinante e, al tempo stesso, desolante. E’ lo scenario suggestivo e unico al mondo del Mar Morto.
Medio Oriente, Giordania, striscia di terra dalla bellezza mozzafiato al punto che descriverla è riduttivo. Confinante con l’Egitto, Israele e i territori palestinesi, la Siria, l’Arabia Saudita, l’Iraq. Paese che offre molto, sia dal punto di vista dell’accoglienza, sia dal punto di vista paesaggistico e storico-culturale. Indimenticabile l’immortale fascino misterioso di Petra, la città di pietra.
Qui, in Giordania si può scendere nel punto più basso, in assoluto, del pianeta. Il Mar Morto, appunto. Al-Bahr al Mayit in arabo. Definito in tal modo perché, essendo salino, uccide ogni forma di vita, sebbene nelle sue acque siano presenti alcune specie, forse tre, di batteri. L’acqua del mare, in generale, ha una salinità pari al 3 o 4%, mentre nel caso del Mar Morto, questa percentuale supera il 30%. Nonostante sia alimentato dal fiume Giordano, a sud della Galilea, sta scomparendo piuttosto velocemente.
Negli ultimi anni, infatti, il livello delle sue acque è notevolmente calato a causa della fortissima evaporazione. Si parla di milioni di litri di acqua evaporati ogni giorno che ricadono, sotto forma di sale, sulla spiaggia, praticamente bianca. Il livello delle acque è diminuito da 392 metri a 408 (sotto il livello del mare) e, secondo alcuni studi, il 30% della superficie del lago è già svanita.
I tentativi di recupero o arresto della scomparsa di questa incredibile depressione sono in atto da anni e dovrebbero porre rimedio alla nefasta sorte, già annunciata nei prossimi cinquanta anni. Qui, in riva al Mar Morto che, in realtà è un lago, il rumore tace, ma è facile sentire quello delle onde che si infrangono sulla spiaggia e sembrano crepitare adagiando il loro sale sulla sabbia.
La sensazione che investe, d’improvviso il viaggiatore che non può non bagnarsi in questo lago è unica. Va provata. Tutti coloro che l’hanno assaporata raccontano, come una sorta di favola, che in queste acque si galleggia. Leggeri, rilassati. E’ vero. Il peso del corpo scompare, qualunque esso sia.
Si galleggia nel vero senso del termine. Si diventa parte integrante di queste acque color celeste, non azzurre come quelle del mare, ma celeste chiaro. Rese tali dalle striature del sale che disegna strisce biancastre sulle onde opache. Si entra in acqua quasi con una sorta di timore reverenziale, facendo attenzione ai piccoli scogli a riva, ai sassi e agli eventuali tagli e ferite che il sale cicatrizzerebbe subito, ma con forti bruciori. Si prova a nuotare, ma è impossibile. Ogni sforzo è inutile. Le gambe non riescono a restare sott’acqua, la schiena nemmeno. L’acqua è oleosa, morbida, fluida, persino compatta e calda. Molto calda.
Sembra di essere cullati. Laddove non si tocca, si può “camminare”. Si muovono i piedi, nell’acqua, in una direzione, come per una passeggiata, e la si raggiunge facilmente. Qualche bagnante si fa fotografare mentre, quasi sdraiato nel Mar Morto, come in poltrona, legge un libro o beve una bibita. Si torna sempre a galla. Niente affonda. Se ci si lascia trasportare dalla fantasia, mentre il corpo affiora da questo insolito lago salato, si può immaginare di essere in un punto così basso del pianeta che, chissà, alzando la testa, si può trovare il mare stesso a sovrastarci.
Una enorme massa di acqua imponente sulla testa. Onde e onde che sono sopra il Mar Morto e si che possono vedere, quasi come se ci si trovasse sott’acqua e si guardasse verso l’alto. Insomma, una distesa di onde, pesci, piante marine sopra di noi che si muovono, che vivono, che esistono, come se al posto del cielo ci fosse il mare. Digressioni, pensieri, ipotesi, tutto si fa largo nella mente in questo luogo straordinario.
A riva, qualcuno si dedica ai fanghi neri, caldi, solforosi. La risacca crea delle piccole piscine piene di fango e nessuno resiste alla tentazione di distribuirseli sul corpo, lasciarli seccare per poi bagnarsi nuovamente. In fondo, è come essere in una sorta di beauty farm della natura. L’ammirazione e lo stupore lasciano incantati, ma la disidratazione e la calura elevata sono un pericolo non indifferente sul Mar Morto e le sue acque non danno refrigerio, sebbene sulla spiaggia ci siano docce fredde, anche per lavarsi da tutto il sale lasciato sulla pelle.
L’esperienza di un bagno nel Mar Morto è memorabile e non ha eguali sulla Terra.






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Bel report, ma se non mi è sfuggito, manca un dato essenziale: la temperatura dell’acqua.
Perchè aumenta l’evaporazione, causa della riduzione del livello e della quantita dell’acqua?
Auguriamoci che questa meraviglia duri ancora a lungo! Vorrei tanto andarci (e farne una personale analisi).
Ciao Mario, grazie per il tuo commento e per l’attenzione ai dettagli alcuni dei quali sono stati omessi per questione di spazio e perchè l’articolo è un racconto di viaggio. La “lettura on line” è diversa da quella cartacea. Ad ogni modo, purtroppo questa meraviglia non durerà per sempre, visto che ti sei mostrato sensibile e interessato all’argomento. Il Mar Morto evapora sempre di più. Il livello delle acque, negli ultimi anni, si è abbassato notevolmente. Come ho scritto, secondo alcuni studiosi, il 30% della sua superifice è già svanita. La temperatura delle acque è variabile, da punto a punto. Diciamo che una media potrebbe essere 30 gradi circa. Speriamo che si trovi una soluzione. Troppe meraviglie del pianeta tendono, per motivi naturali o per la mano dell’uomo, a svanire.