Se in Italia possiamo dire di avere un monte sacro, come l’Ayers Rock in Australia o l’Ararat in Turchia, è sicuramente il Subasio in Umbria. La sua inconfondibile sagoma a panettone si leva nel cuore della Valle Umbra.
Alle sue pendici sorgono da un lato Assisi, dall’altro Spello: siamo nel cuore di una terra intrisa di spiritualità, la cui fama è legata alle figure di San Francesco e San Benedetto ma anche a quelle dei loro seguaci.
Dal castello medioevale di Collepino, a cui si arriva percorrendo tornanti costeggiati da uliveti secolari, proveniva ad esempio Morico, che fu il quinto compagno del Poverello.
Collepino (in origine Collelupino, con riferimento ai lupi che frequentavano la zona) sorge a mezza costa sul Subasio, a 600 metri di altitudine.
Il paese appare come un piccolo presepe avvolto dal verde, interamente in pietra bianca e rosa, con cinque torri di difesa e lunghi tratti di mura ancora integri. Si entra da una porta a sesto acuto accanto alla quale si nota lo stemma della famiglia Baglioni, che possedeva il paese nel ‘500, e si passa fra gli antichi lavatoi e la chiesetta incastonata nei vicoli verso il belvedere da cui la vista spazia fino a Trevi, Montefalco e anche Spoleto se l’aria è tersa.
Chi vuole può arrivare in auto o lungo un piacevole sentiero alla sommità del Subasio dove si trova il Santuario della Madonna della Spella e curiose depressioni carsiche dette “mortai” per la loro forma. Siamo in un parco regionale e i cartelli ce lo ricordano. La vista da qui abbraccia il Vettore, il Gran Sasso, il Terminillo e il lago Trasimeno.
Se si scende in mezzo al bosco sul sentiero CAI 52 si può raggiungere l’eremo di San Silvestro che, secondo alcuni, venne fondato da San Benedetto, attratto da un luogo abbastanza isolato per potervisi ritirare in preghiera ma anche sufficientemente aperto sulla pianura sottostante e sui suoi villaggi per ricordare i problemi umani ai monaci che vi abitavano.
La chiesa è dell’XI secolo e per duecento anni rivestì particolare importanza. Oggi la struttura è gestita da una comunità di suore che offrono anche ospitalità d’estate per chi desidera compiere un cammino spirituale.
Il castello medioevale di San Giovanni, completamente restaurato dopo il terremoto, si incontra invece a tre chilometri da Collepino, lungo la strada che porta ad Assisi, ed è seguito da Armenzano, altro borgo caratteristico con il palazzo signorile al centro.
A Spello si può scendere poi con una piacevole passeggiata tra gli olivi, passando per la chiesetta detta della Madonna Ilare (probabilmente per una raffigurazione della Vergine che sorride) e il ponte Parasacco, di origine romana, come romano è l’acquedotto di cui si incontrano i resti.





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