Quando arriva, è uno spettacolo. La vedi che domina il mare. Non c’è yacht super lussuoso che tenga. Parliamo dell’’Amerigo Vespucci, il maestoso veliero della Marina Militare italiana. Una delle navi scuola per l’addestramento degli Allievi Ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia Navale.
La nascita di questa imbarcazione va ricondotta al desiderio della Marina Militare di rinnovare le Unità destinate all’addestramento degli Allievi dell’Accademia Navale. Nonostante la tecnologia progredisse sempre di più, la direzione presa fu quella di puntare su un rapporto più diretto con il mare, le correnti e i venti.
La risposta non si fece attendere. Si sarebbe imparato tutto questo su una barca a vela. Nel 1925, dopo aver “pensionato” una prima Amerigo Vespucci (un ex-incrociatore entrato in servizio nel febbraio del 1885 come Nave di 1ª linea, poi adattato a Nave Scuola), il Ministro della Marina, avviò la costruzione di due Navi Scuola, il cui progetto venne realizzato dal Tenente Colonnello del Genio Navale Francesco Rotundi.
Seguendo le forme degli antichi vascelli sette-ottocenteschi, l’Amerigo Vespucci fu impostata il 12 maggio 1930 nel Regio Cantiere Navale di Castellamare di Stabia. Venne varata il 22 febbraio 1931, ed entrò in servizio a luglio dello stesso anno. Madrina dell’evento, fu la signora Elena Cerio.
Il 4 luglio 1931, al comando del Capitano di Vascello Augusto Radicati di Marmorito, nobile piemontese (che, con il grado di Capitano di Fregata, era stato l’ultimo Comandante del precedente Amerigo Vespucci), partì per la sua prima Campagna Addestrativa in Nord Europa.
Il nome dell’imbarcazione viene dal celeberrimo navigatore toscano Amerigo Vespucci (Firenze, 1454 – Siviglia, 1512). La fama del dotto esploratore fu talmente alta che il nome del nuovo continente scoperto a metà del XV secolo, si richiama per l’appunto proprio a lui.
In origine il motto della nave fu “Per la Patria e per il Re”, già appartenuto al precedente Amerigo Vespucci. In seguito venne sostituito dopo il secondo conflitto mondiale con “Saldi nella furia dei venti e degli eventi”, e infine con quello attuale: “Non chi comincia ma quel che persevera”, assegnato nel 1978.
Sfiorare il timone. Vedere i gabbiani che svolazzano sopra l’albero maestro. L’aria marina che si fa carezzare dalle grandi e tenaci vele. Un sapore di leggende si trasuda dal legno. Salire sull’Amerigo Vespucci fa emergere l’istinto del viaggiatore temerario che c’è in ognuno di noi.
Coraggio. Portami all’orizzonte.




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vorrei poter visitare la nave Amerigo Vespucci , ma non riesco trovare un calendario per le visite, Voi mi potreste aiutare?
grazie e saluti
Franco Galletti
ciao Franco, ho provato un po’ a guardare, ma non saprei. L’unica cosa che potresti fare, è sentire gli uffici stampa delle più grosse capitanerie di porto e chiedere se ti possono dire se la Vespucci è in arrivo.
spero di esserti stato d’aiuto
ciao ciao
luca