Mardin, città storica della Turchia orientale. Un luogo particolare con un altrettanto particolare mercato locale. Qui, pochi alberghi e tante case ammassate tra di loro che partono dalla zona bassa della località, fino a salire sulla piccola collina.
Uno dei pochissimi hotel disponibili sembra precipitato in questa località per caso. Diverso dagli altri e diverso dal luogo stesso che lo ospita. E’ in pieno centro ed è l’albergo da mille e una notte. Sembra abitato da principesse e da re. I prezzi, in fondo, soprattutto se dopo una buona trattativa commerciale, sono assolutamente convenienti.
Lasciati i bagagli in camera, si parte alla scoperta di Mardin. La cittadina è un dedalo di stradine e di persone. La semplicità della vita rende l’ingegno degli antichi turchi ancor più apprezzabile.
All’interno della grande moschea, in una delle sale per la preghiera, si trovano delle colonne apparentemente comuni, ma che, in realtà, celano un segreto. Resistono ai terremoti. Sono colonne girevoli. E’ impressionante osservarle ma, effettivamente la parte alta delle colonne ruota e resistono così alle scosse sismiche, frequenti in Turchia. Reggono l’intero edificio.
Uno dei caravanserragli locali, dove in un’epoca lontana da questa sostano carovanieri di passaggio con i loro animali, oggi è l’ufficio postale. L’altro un parcheggio. Ampi, alti e suggestivi, conservano il proprio misterioso fascino e paiono narrare vecchie storie di mercanti in viaggio.
Il bazar tipico di Mardin è confuso di persone in movimento, di teste di animali, di pecore mozzate, di capre recise e sanguinanti. Nella zona del macello botteghe piccolissime espongono carcasse di animali il cui sangue scivola lungo il mercato e lo impregna. Altre botteghe, invece ospitano i riparatori di selle. Uomini che, seduti a terra, cuciono vecchie selle di lana degli asini e dei cavalli. Gli odori, qui sono intensi, forti e penetranti.
Alcune donne, soprattutto le anziane, fumano anche in pubblico, ma nei localini non si vedono che uomini a qualsiasi ora del giorno. Bevono te’ caldo, chiacchierano e aspettano che dall’orologio fugga il tempo. Alcuni indossano l’abito tradizionale curdo, pantaloni larghi dal cavallo molto basso, mentre le donne prossime al matrimonio, nel giorno delle nozze, sfoggiano vestiti coloratissimi, vivaci, lunghi e, solitamente rossi.
Dall’alto la città si mostra al meglio. Un bellissimo paesaggio della pianura mesopotamica, delle pietre color oro delle sue case i cui colori si sposano con le vicine montagne. E’ una città colma di architettura e di decori, di belle moschee e di medresse, le scuole coraniche. Al tramonto, l’arancione del sole si riflette sulle pietre dorate delle abitazioni e crea bagliori unici.



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