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Tunisia, nell’isola dei fenicotteri rosa - foto : Vele spiegate sul galeone per l’isola dei fenicotteri © Monica Genovese
Vele spiegate sul galeone per l’isola dei fenicotteri © Monica Genovese

Tunisia, nell’isola dei fenicotteri rosa

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L’isola africana è vasta, piatta e ventosa. La brezza marina soffia sovente e alleggerisce la calura. E’ una vera e propria oasi dolce e serena a due passi dal deserto del Sahara. Djerba. Tunisia. Perla del Mediterraneo. Tunisia, magica, assolata e profumata dai suoi oliveti che occupano ampie distese e spesso sono secolari.

Chi visita Djerba, nella maggior parte dei casi, non si lascia sfuggire la possibilità di un’escursione unica e rilassante. Lontano da tutto in un luogo che sembra rigettato dalla risacca del mare, quasi come un regalo di Nettuno alla terraferma. Un dono troppo bello per restare celato nei fondali marini.

Si tratta della minuta isola dei fenicotteri rosa. Più che un’isola, è una striscia di sabbia adagiata sulle placide onde, una sorta di barriera sabbiosa. Il punto più elevato dell’isoletta è di cinquanta centimetri circa sul livello del mare. Si parte dalle bianche spiagge di Djerba. Da qui, su imbarcazioni in legno, stile galeoni, manovrate da marinai locali vestiti da pirati che accompagnano i viaggiatori come moderni Caronte da una sponda all’altra, si raggiunge questa deliziosa località.

In pochissimo tempo la barca ormeggia all’isola dei fenicotteri. Qui c’è solo sabbia. Sabbia e niente altro, fatta eccezione per pochi ombrelloni e qualche panca riparata dal sole da improvvisati gazebo in legno. I fenicotteri, d’estate non si vedono, almeno non frequentemente. Fanno capolino nella stagione invernale e coprono il giallo oro della sabbia del loro color confetto.

La ciurma di marinai pesca per i visitatori e, una volta procurato il bottino commestibile dal mare, si appresta a cucinarlo in maniera semplice. Sulla spiaggia e alla brace. Non c’è che dire. Il cibo è genuino e la filiera è corta. Dal mare alla tavola. Ad accompagnare il pesce, un buon piatto di couscous, mentre gli alcolici sono banditi.

Su questo lembo di terra in mezzo al mare, si può passeggiare tranquillamente, ma facendo attenzione a crearsi punti di riferimento che, altrimenti non ci sono. E’ tutto uguale e la sabbia è l’unica onnipresente costante.

Il mare è trasparente, caldo, anzi a tratti molto caldo. I granelli sabbiosi sono sottili, piccolissimi e scivolano attraverso le mani mentre si accarezza l’arena morbida. Il cielo, solitamente privo di nuvole, è di un azzurro intenso. Sembra un’unica pennellata d’autore.

Tutto è immobile. Solo il vento pensa a smuovere il paesaggio e a rendere questa scenografia in movimento. Nel frattempo, nell’atmosfera si diffonde la musica locale che i marinai del galeone suonano per allietare la sosta ai viaggiatori.

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LIBRI

Trenta anni di Sahara

"Sahara nel Regno della Fata Morgana. Ricordi di trent'anni di viaggi sahariani" di Pacifico Claudio - Edimond, 2007

Diario di bordo di un viaggio nel Sahara

"In pieno deserto, diario di bordo di un viaggio nel Sahara" di Théodore Monod - Bollati Boringhieri, 2010



2 commenti a “Tunisia, nell’isola dei fenicotteri rosa”

  • Benito Benedetti alle ore 11:43 am scrive:

    Articolo degno di nota, raccontato con un coinvolgimento personale

  • Monica Genovese alle ore 12:01 pm scrive:

    Grazie Benito. Spero che ti coinvolgano anche gli altri articoli de il reporter.
    Buona giornata.

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