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Toledo, la città della tolleranza - foto : Torre della Catedral de Toledo ©  Francisco Javier Martin
Torre della Catedral de Toledo © Francisco Javier Martin

Toledo, la città della tolleranza

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Arrivi a Toledo in una giornata di caldo torrido. Ricordi il termometro sotto l’orologio, come una delle prime immagini uscendo dalla stazione dei treni: 40 gradi, ma forse erano anche di più. Cammini lento cercando di orientarti e già vedi le mura della città da lontano. Passi il ponte sul grande fiume Tago, il terzo per grandezza di tutta la Spagna.

Prendi la strada in salita e ti arrampichi sul pendio della collina su cui la città è appollaiata. Passi sotto la porta est della città e Toledo ti accoglie nelle sue stradine strette e ravvicinate. Quasi labirintiche. Si dice che le abitazioni nel centro storico siano state costruite così vicine che gli abitanti possano darsi la mano da finestra a finestra.

Il caldo costante non attenua la tua curiosità. Ti fermi a mangiare in un ristorante che espone un cartello che dice “Menù anti-crisi”. Sei attirato subito e per poco più che 5 euro mangi bene, tanto e il servizio è buono come spesso capita nei locali spagnoli.

Con la pancia piena, dopo aver fatto qualche foto ricordo con una coppia conosciuta al ristorante, ritorni in strada con energie nuove e anche il caldo sembra meno asfissiante. Ti dirigi subito alla cattedrale di Toledo. Da fuori sembra già speciale. Quando entri la meraviglia annunciata all’esterno è confermata e amplificata. Ricordi, a distanza di tempo, gli spazi immensi e una piccola cupola sopra l’altare pensata come una scena teatrale: con le statue che si affacciano a guardare i visitatori di sotto, in un gioco di sguardi reali e artificiali.

Toledo è una città che offre viste stupende. Ti avvicini alle mura, ti affacci, scopri la vallata arida del fiume che si estende per chilometri senza mai terminare, sfumando in vari colori di marrone, ocra, arancio e giallo. Il calore fluidifica e mischia i colori che ti si aprono di fronte. Ti senti distante da tutto in quell’istante, parte dei raggi del sole che illuminano la visione infinita.

Poi ti avvicini all’Alcazar imponente. La bellissima fortificazione è in fase di ristrutturazione da ormai molto tempo anche se dovrebbe essere riaperta già il prossimo anno. Ti fermi a riflettere su come, prima della Riconquista del 1492, Toledo sia stata teatro di una delle migliori convivenze di sempre fra le tre maggiori religioni del mondo.

Cristiani, ebrei e arabi, sotto la dominazione di questi ultimi, avevano trovato un equilibrio quasi perfetto durante quagli anni che sembra essere rimasto nel dna dei cittadini di oggi, che sanno accoglierti sempre con grandi sorrisi e una parola di amicizia.

Mentre stai camminando verso la stazione dei treni un fremito ti increspa la pelle. Il primo filo d’aria della giornata di sfiora inaspettato. Il sole sta calando solo ora. Quanto vorresti che l’equilibrio creatosi a Toledo secoli fa si espandesse nel mondo d’oggi proprio ora. Proprio adesso. Come quel rivolo d’aria fresca.

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LIBRI

Naufrago volontario

"Naufrago volontario" di Alain Bombard - Magenes, 2010

Contare i passi

"Contare i passi. Dai Pirenei all'Oceano sul Cammino di Santiago" di Carla De Bernardi - Mursia, 2010



2 commenti a “Toledo, la città della tolleranza”

  • saravergeri alle ore 1:00 pm scrive:

    veramente complimenti, un bell’articolo. bravo

  • Fabio Castano alle ore 2:50 pm scrive:

    Grazie!

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