Con una popolazione di quasi tredici milioni di persone, Tokyo rappresenta a pieno titolo una delle maggiori megalopoli mondiali.
L’impatto può essere sconvolgente, specie per coloro i quali provengono da nazioni in cui non esistono simili realtà.
Se si aggiungono i residenti dell’area metropolitana, si superano i trentacinque milioni di persone, come a dire, mezza Italia.
Viene subito da domandarsi come sia possibile garantire la mobilità a decine di milioni di persone che ogni giorno si muovono, spostandosi da un capo all’altro della megalopoli.
Il lavoro effettuato dal governo giapponese a partire dagli anni cinquanta del secolo precedente, infatti, è stato di immane impegno e professionalità.
Nonostante il paese del Sol Levante sia da sempre uno dei maggiori produttori di veicoli a motore del mondo, si è deciso di puntare in tutt’altra direzione: la ferrovia.
Questa lungimiranza politica si è tradotta nella maggiore rete ferroviaria urbana del pianeta, con treni che sgarrano di pochi secondi in un anno. E’ uno smacco per gli svizzeri, uno schiaffo alla nostra Trenitalia.
Tutto è calcolato: il sistema di trasporto pubblico è andato incontro all’incremento della popolazione, tanto che le ferrovie sono il metro di paragone per giudicare ogni cosa nel Paese.
Il metodo migliore per conoscere una città è, solitamente, anche il più banale: passeggiare per le sue vie. A Tokyo si rimane a bocca aperta per le meraviglie del progresso.
Ovunque spazi lo sguardo, grattacieli postmoderni, cartelloni luminosi, filmati proiettati sulle facciate dei palazzi e un’incredibile quantità di suoni di ogni genere accompagnano il percorso.
Per avere un’idea della reale estensione di Tokyo, è consigliabile salire sull’omonima torre. La Tokyo Tower rappresenta anche un ottimo esempio per comprendere la vecchia mentalità giapponese.
Copia perfetta della più celebre torre Eiffel di Parigi è però più alta. Dal 1958, è il simbolo di Tokyo. Da quassù si rimane spaesati dall’estensione ciclopica della città, davvero incredibile.
Da non perdere anche il quartiere di Ginza, anche per coloro i quali non amano le compere. Qui hanno sede gli showroom delle principali compagnie giapponesi, ed è possibile toccare con mano le novità che in Europa arriveranno (se arriveranno), con mesi di ritardo.
I giovani si danno però appuntamento da un’altra parte, il quartiere di Shibuya. In questo “micro mondo” si incontrano adolescenti abbigliati nei modi più disparati.
Sensuali lolite, persone in uniforme, “fluffy” ovvero ragazzi e ragazze che indossano gli abiti degli eroi dei fumetti e rock bands che suonano all’esterno dei negozi, per attirare clienti.
In questo miscuglio fashion vi sentirete come i giapponesi che trascorrono le vacanze all’estero: pervasi da un irresistibile impulso di fotografare tutti i “personaggi” che vi circondano.
Mangiare a Tokyo è un piacere per il palato e di norma, pure per il portafogli. Quasi tutti i locali offrono cibo di buona qualità, e, sulla freschezza, non si discute. Conviene provare uno degli innumerevoli piatti della cucina tradizionale giapponese e dimenticare per un poco la cucina di casa.
Per chi volesse spendere qualcosa di più, esistono gli straordinari ristoranti a “tema”, nei quali ci si trova catapultati nel Giappone che fu, tra samurai, ninja e geishe. Un’esperienza simpatica ed indimenticabile.
Uno dei segreti della vitalità e longevità dei giapponesi è la straordinaria cura che dedicano al proprio corpo. Raramente in Giappone ci si trova a più di dieci minuti di distanza da un bagno pubblico, e Tokyo non fa eccezione.
E’ in questi luoghi che ci si raduna per un ammollo nelle acque termali, per scaricare lo stress e per socializzare.
Al turista distratto, la città potrebbe sembrare una città eccessiva in ogni suo aspetto, forse esasperata ed un poco invadente.
Ma al di là di alcune impressioni, superficiali e soggettive, resta la convinzione che Tokyo appartenga non solo al mondo d’oggi, ma sia addirittura in anticipo rispetto a quello di domani.





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