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Tilba Tilba, sulla frontiera del Victoria

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Mentre rimane ferma l’idea di raggiungere Wilsons Promontory, la voglia di svoltare altrove dal sentiero battuto è divenuta insopprimibile, going off the truck. La sosta a Tabourie Lake ci ha infatti confermato nella sensazione che questo viaggio avrà molto da regalarci.

La sveglia è all’alba, senza dover ricorrere ad alcun dispositivo d’allarme: è il freddo pungente a costringerci a partire. Il mattino, con un cielo terso e il sole alto sul lago, ci vede entusiasti e pronti a programmare nuove deviazioni. Play it by the hear, suonala a orecchio, decidi di istinto, è la prima regola di una vita australiana.

Il primo stop è concordato a brevissima distanza, circa cento chilometri. Inseguiamo la marea e, con lei, onde degne di essere sfidate dalla tavola da surf. Ci fermiamo a North Durra, lungo una spiaggia candida a mezza luna. Il mare è incredibilmente calmo, per nulla disposto a incresparsi in onde cavalcabili.

Ma proprio mentre stiamo per andarcene, bellissimo, di fronte al mare si affaccia un gruppo di Wallabies. La mia mano è incredula più dei miei occhi mentre coccola il collo di un canguro. Uno sfizio, un po’ tipico sì, ma da doversi togliere.

Si riparte verso la frontiera del Victoria, decidendo di percorrere il tratto di Highway panoramica da Dalmeny a Kianga. Vale la pena di deviare su queste strade segnalate come turistiche, anche per chi fugge quest’etichetta come una vergogna. Kianga ci regala una costa meravigliosa e, con l’inverno favorevole, anche l’avvistamento di una foca.

Da lì, si riparte verso la regione detta Gippsland, una terra unica e varia all’imbocco dello stato del Victoria. Prima di abbandonare il New South Wales c’è ancora qualcosa da vedere: Tilba Tilba, nella regione di Eurobodalla. La storia di questo piccolo centro è ibrida: un nome aborigeno che significa “vento” o “molti fiumi”, a seconda della tribù cui si attribuisce la paternità dell’area;e un passato di miniera iniziato nel diciannovesimo secolo.

Nonostante la fama la preceda, Tilba Tilba lascia perplessi. Casette di legno tutte colorate, un aspetto da scenografia per chi vede mattoni e pietra dalla nascita: qualcosa che ricorderebbe i film di Tim Burton, se non si trattasse, alla fine dei conti, di un paesino incantato di soli souvenir. La sensazione è quella di essere ospiti pilotati di vetrina in vetrina, andando via a mani piene ma un po’ a bocca asciutta.

La terra che circonda Tilba Tilba è invece rigogliosa e capace di soddisfare le aspettative di palati sfiniti da scatolette di tonno e fagioli. Molti fiumi e vento che danno vini e formaggio da degustare direttamente nelle cantine. Un ottimo antipasto, all’ingresso della terra gourmet di Gippsland.

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LIBRI

Diario d’acqua

"Diario d’acqua. Viaggio a nuoto attraverso la Gran Bretagna" di Roger Deakin - EDT, 2011

Un anno in otto ore

"Un anno in otto ore" di Dario Sorgato - Gruppo Albatros Il Filo, 2006



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