Il mio personalissimo inferno. Questa è stata la mia reazione davanti alla curiosa notizia che vi sto per raccontare.
Non nascondo infatti d’appartenere a quell’ampia fetta d’automobilisti in eterno conflitto con i colleghi che appoggiano il proprio fondoschiena sulle agili due ruote.
Si dice moto, si replica scooter e si scrive “pericolo”. Questa è la mia ottusa ma sentita visione delle cose partorita dall’esperienza di guidatore per le caotiche strade di Milano.
Se fossi catapultato in Brasile, più precisamente a Tabatinga, probabilmente avrei una vera e propria reazione allergica.
In questo piccolo angolo del mondo, poco lontano dalla verde Foresta Amazzonica, all’ora di punta sembra d’assistere al crollo di un alveare.
Da ogni dove, in ogni centimetro di strada, si disperdono a vista d’occhio mandrie di scooter, moto e motorette addobbate anche d’intere famiglie pericolosamente arroccate sulle cigolanti sospensioni.
Madre, padre alla guida e tre figli incastonati. Se non fosse pericoloso si potrebbe fare dell’ironia chiamando quest’insolita scena “cinque cuori e un sellino”, parodia di una storica sit-com americana.
Qui siamo in America, ma del sud e non c’è nulla da ridere. Anche i brasiliani stentano a credere a questa piccola ma particolare scena:
“Non ho mai visto un posto con così tante motociclette – afferma Sabrina D’Assumpção, moglie di un militare e originaria di Rio de Janeiro – è praticamente una città percorsa solamente da moto”.
Il mistero di così tante due ruote è assolutamente semplice da spiegare: ci troviamo sul confine tra Brasile, Perù e Colombia e i cittadini a un prezzo irrisorio possono comperare un ciclomotore.
Le motorette colombiane, d’importazione giapponese, costano solo duemila dollari contro i quattro delle colleghe carioca.
E se il portafoglio non bastasse, c’è sempre il vicino confine con il Perù che facilmente garantisce un mercato di modelli cinesi per soli novecento dollari.
Una terra di confine perfettamente riassunta dalle parole di Mejía, colombiano sposato con una brasiliana: “Qui puoi fare colazione in Brasile, pranzo in Colombia e cena in Perù, perché siamo su un triplice confine”.
E se i privati cittadini non bastassero, perchè non includere anche i trasporti pubblici? Con settanta centesimi una moto-taxi è pronta a prelevarvi e portarvi dove volete. Con settantacinque vi noleggiano un casco per espatriare in terra colombiana, dove è espressamente richiesto.
Insomma, un paradiso per le due ruote. Un inferno per chi non le ama. Strane storie brasiliane.




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