L’aria salmastra vola anarchica insieme ai granelli di sabbia sollevati. Le soffici dune della celebre spiaggia di Tylösand mi accompagnano nell’esplorazione di un nuovo e illimitato orizzonte marino. Alle mie spalle, il ricco ecosistema verde delle riserve naturali di Gullbranna e Tonnersa. Ennesimo e diversificato volto di Svezia. Nella regione di Halland.
La strada verso la cosmopolita Malmö si stava facendo sempre più piccina. Le luci dell’alba mi avevano svegliato a Ljungskile, dove la quiete di un paesaggio a metà brezza tra lago e bosco mi aveva rifornito di energie sufficienti per affrontare nuove miglia sulle tranquille autostrade svedesi, spesso intervallate dal fascino eolico delle pale.
Ma prima di farmi inghiottire dalle architetture cittadine, con nell’anima ancora i profumi costieri dell’arcipelago delle varie Marstrand, Klädesholmen e Smögen, sono riuscito a ritornare sulle acque del Kattegat, il tratto di mare che separa la Svezia dalla penisola danese dello Jutland, questa volta da una prospettiva litoranea del tutto nuova.
Sabbia. Sono le dune della spiaggia di Tylösand, una località questa dove era solito risiedere il principe Bertil (1912-1997), duca di Halland, nei mesi estivi dal 1954 fino alla sua morte. Un ecosistema questo delle dune, inserito all’interno delle riserve naturali di Gullbranna e Tonnersa, ideale per la nidificazione di molte specie volatili e non solo. Sette chilometri di spiaggia.
Ed è proprio qui, nel Halland, dove nel XIX secolo furono piantati i pini per bloccare l’avanzare della sabbia, che si trova la più ampia area di dune regionale, casa privilegiata per vari tipi di insetti e imenotteri, come lo scarafaggio Dune Tiger, a rischio estinzione. In questo mondo naturale, il fiume Genevad scorre attraverso le due riserve fino ad arrivare al mare.
Ero l’unico sulla battigia. Uno stormo di volatili ha ben pensato di salutare la mia presenza con un’esibizione coordinata nel cielo. L’acqua non ne voleva sapere di separarsi dal proprio intenso colore blu. Accovacciatomi alla ricerca di qualche conchiglia da tramandare alla mia vita, non sono riuscito a evitare che le mani si facessero avvolgere dalle onde più audaci.
Ritornato sul sentiero sabbioso, una voce agreste ha guidato ogni successivo passo. L’aria marina continuava a mescolarsi al fitto odore di corteccia in mezzo alle Riserve. Indicazioni sulle specie floreali e divieti vari, erano segnalati in più punti del territorio. Tutto è continuato naturalmente, così com’è stato dal primo momento che ho fatto sbarcare i miei sensi sul manto sabbioso di Tylösand.





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