Un piccolo d’alce mangia dalla mia mano. Il contatto lieve con la sua dentatura poco sviluppata. Il bosco m’invita a entrare nei suoi sentieri, dove si può percepire il rosicchiare ligneo dei castori. Le pagliuzze d’oro nascoste nelle acque fluviali del Stenebyälven. La fitta vegetazione quasi alpina tutt’attorno il lago Iväg. Terra di Svezia. Terra del Dalsand.
Abbandonate di buon mattino le Isole Koster, il mare si appresta a cedere il posto a panoramiche più selvagge. Sul molo di Ekenäs l’aria gelida punge assai. Un casolare usato come biglietteria estiva, seppur chiuso, mi offre il riparo che cerco. Puntuale il battello attracca, e la mezz’ora abbondante che mi separa da Strömstad mi dà la possibilità di studiare al meglio la mia prossima destinazione.
A darmi nuovamente il benvenuto sulla terraferma, trovo le due statue frontemare di Göran Svenning (1870-1953) e David Hellström (1883-1965), rispettivamente autore delle parole e musica della popolare Kostervalsen, scritta per una gara di canto nella regione di Bohuslän nel 1907.
Incomincia un nuovo viaggio. A poca distanza e parallelo al confine norvegese, attraversando la statale 164, in direzione Åmål (costa orientale). Una piccola sosta sul lago Södra Kornsjön, il passaggio attraverso la cittadina di Ed e poi via, fino alla regione del Dalsand. Nella piccola Steneby, frazione di Dals-Långed.
Incontrata la giovane guida, Pontus Gyllenberg, sono già nel Moose Garden, il Parco delle Alci, con dei magnifici esemplari dinnanzi a me, a chiedermi con insistenza qualcosa da mangiare. Fortuna che Pontus mi dà delle mele, e riesco così a provare l’ebbrezza di sfamare questi magnifici esemplari, i più grandi della famiglia dei cervidi.
Arrivano i rifornimenti più sostanziosi, e in mezzo alle alci spuntano anche due capre dal pelo lungo. Una di queste sbatte a più riprese le proprie corna sulla mangiatoia di legno. “Lo fa per allontanare le alci mentre sta mangiando”, mi spiega la guida, “come se stesse marcando il territorio”. I più piccoli capiscono l’antifona, e lasciano la capra “prepotente” ai suoi affari.
Resterei lì per ore. Solo a fissare gli occhi bambini delle alci. Ma non c’è tempo. Rapido cambio di scarpe, giusto per entrare nelle acque del fiume Stenebyälven. Sembra un torrente montano. La vista di un setaccio per pepite d’oro mi porta subito a calarmi nel duro mestiere del cercatore. A farmi uscire dopo qualche minuto dalle acque fluviali, ci pensa un albero caduto. Lì dove i poderosi incisivi dei castori si sono scagliati per costruire le loro tipighe dighe.
Ancora un piccolo tratto in jeep, e il bosco s’impossessa di tutto il mio orizzonte, lago Iväg a parte. Sarà una sensazione o meno, ma sento odore di mirtilli. Un sottobosco soffice imbevuto di pioggia, dove l’odore della legna tagliata insieme a quello di resina della corteccia degli alberi, traccia ripetuti e diversificati pentagrammi di aromi.
Atmosfera da nord-ovest statunitense: i pini a pochi metri dalle acque lacustri. La rimessa delle barche. Qualche tenda modello nativi americani dove passare la notte nel sacco a pelo. Uno sguardo sul mondo, lontano dalla società. E uno nella propria anima.
INFORMAZIONI UTILI
Dove alloggiare: Dalslands Aktiviteter
Dove mangiare: Falktholts Gestgiveri
Scopri il Dalsand: Il mondo delle alci





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