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Svezia, il castello di Örebro - foto : Il castello di Örebro © Swedish Travel and Tourism Council
Il castello di Örebro © Swedish Travel and Tourism Council

Svezia, il castello di Örebro

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Oggi ci sono gli Stati Uniti e la Cina. Un tempo furono la Gran Bretagna e la Germania. Ma nel ‘600 era la Svezia ad essere una superpotenza economica. Terra di mare, e possenti vichinghi. Lassù nel nord. Sbarcare in Svezia, oggi come allora, significa scoprire oltre a una natura di indubbia bellezza, anche architetture di diverse epoche, con la possibilità di bazzicare tra castelli e manieri.

Il viaggio non era stato troppo lungo. La preparazione, sì. Quasi un ritorno direi. La pioggia che continua a battezzare ogni mia partenza. Mi successe la prima volta che raggiunsi l’Inghilterra in settembre. Poi a marzo, per l’India. Quando tornai dalla Bosnia, il viaggio di ritorno avvenne sotto un autentico diluvio.

Viaggio bagnato, viaggio fortunato. E allora, eccomi di nuovo qui. Con lo sguardo assonnato (ma rilassato) da check-in, e pronto a godermi un po’ di sana tranquillità. Questa volta sono tutto per lui. L’imponente castello di Örebro, nell’omonima città. L’edificio risale al periodo della dinastia Vasa (1523 – 1654).

Örebro è una città della provincia storica di Närke, situata nella Svezia centrale, e confinante con il Västergötland, il Värmland, il Västmanland, il Södermanland e l’Östergötland. Con i suoi 130mila abitanti, è la settima città più popolata della nazione. Non di meno è una vera culla di culture, con immigrati di 150 nazioni diverse.

Per oltre settecento anni il castello è stato la vedetta per chiunque attraversasse il ponte sullo Svartån (fiume che confluisce poi nel lago Hjälmaren). La parte più antica dell’edificio è la torre difensiva, eretta nella seconda metà del XIII secolo.

Nel 1560 poi, il figlio più giovane di re Gustavo Vasa, successivamente re Carlo IX di Svezia, iniziò un ambizioso programma di ingrandimento del castello. Così, da antica fortezza difensiva si trasformò in un sontuoso castello rinascimentale. Per due secoli infatti fu la residenza del governatore locale.

Lascio il castello con un souvenir da turista per eccellenza. Una tazza a forma di corno. Sarà anche banale ma per una persona che ama l’alba, l’idea di poter assaporare l’aroma di un tea o la dolcezza di un cappuccino, mescolata ai richiami lontani di un castello scandinavo, con contorno di sua storia e frammenti visivi, vi sfido a non provare passione.

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Il divano del Nord – viaggio in Scandinavia

"Il divano del Nord - viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli - Feltrinelli, 2005



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