L’Isola Bella vista da Stresa © Fabio Castano
L’onda lunga della bellezza si manifesta quando si inizia a discendere le colline verso il lago. La vista si perde distratta dalla guida in avanti e dalla grandiosità a destra. Il lago è turchese, sporcato di schiuma bianca da piccole onde lanciate dal vento. Difficile avanzare senza girarsi se hai vicino una perfezione senza limiti.
I tornanti ti portano giù, nel cuore di Stresa. La cittadina ha l’aria antica, sembra una donna anziana e curata che ha perso tre diamanti nel lago. E resta lì, a rimirare, in attesa che la volontà di Dio gli riporti quello che le spetta. I gioielli in questione sono le tre piccole isole a poca distanza dalla costa: l’Isola Bella, l’Isola Madre e l’Isola Pescatori.
La sensazione d’attesa è diffusa, dissolta impercettibilmente nelle persone e nelle cose. C’è la guida che aspetta che il suo gruppo di turisti scenda dall’autobus e si disponga ordinatamente innanzi a lei. C’è attesa per i colori delle rose: stanno per sbocciare, sono quasi pronte ormai. C’è il barcaiolo che attende persone per riempire la nave e partire verso l’Isola Bella, anche se il lago è agitato.
Decidi di andare. Hai fatto un patto con Stresa. Le riporterai qualcosa di almeno uno dei suoi diamanti vicini, ma per sempre lontani. L’imbarcazione è sballottata dalle onde decise e dal vento che non accenna a smettere. Dura poco più che cinque minuti la traversata. L’imbarcazione sbatte due volte contro la banchina. Sei sull’isola di già, ad ammirare la cornice delle Alpi sulla sfondo che chiudono idealmente questo quadro dipinto dalla natura.
L’Isola Bella, una delle tre possedute dalla famiglia milanese dei Borromeo, è intricata, fatta di vie strettissime, scorci delicati e naturali. Di sopra c’è il giardino rinascimentale della villa che però sta già chiudendo. Lo puoi vedere solo dall’esterno, ti da un senso di monumentalità.
Così incameri dettagli, hai una missione da compiere. Ti siedi in un bar che disterà quattro metri del lago. Sei diviso tra una visione avvolgente e considerazioni riguardanti l’acqua che sta salendo e se continua così entrerà nel locale in poco tempo.
Senti il richiamo del barcaiolo e riparti. Il lago si è calmato, così come le attese che hai percepito prima di andare. Lì per lì non sai come descrivere quel diamante alla sua padrona. Le dici di aspettare qualche giorno. La mia breve e incompleta risposta sono le parole di questo articolo.
Ma a Stresa questo non basterà. Lei rimarrà lì, ad attendere che qualcuno le riporti i diamanti che ha perso.
"In viaggio con Kapuściński Dialogo sull’arte di partire" di Andrea Semplici - Terre di Mezzo, 2010

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